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6 Marzo 2007 | Archivio / Prodotti tipici e sagre

N°50-SAPORI D’ITALIA

Festa della Saracca.

Cari ascoltatori, in questa puntata dedicata ai sapori d’Italia vogliamo parlarvi di una sagra davvero originale, il funerale delle aringhe affumicate che si tiene l’11 marzo, ormai da tanti anni nella Frazione Oliveto di Monteveglio.


Si tratta di una festa popolare ereditata dal passaggio degli spagnoli nel 1527:  in questa occasione, gli olivetani girano di casa in casa con una sardina appesa ad un ramo: ballano, cantano, bevono ed alla fine seppelliscono la sardina ai piedi di una croce di legno che si trova su una collina prospiciente Oliveto, recitando “zirudelle” e lasciti.
Questa antica tradizione è tipicamente spagnola e si ricollega ad una festa assai nota a Madrid e chiamata “el entierro de la sardina”, una festa che risale al ‘500 come testimonia il quadro di Francisco Goya del 1514. Probabilmente la trasmissione di questo rito nella nostra penisola risale al 18° secolo, mentre il Funerale della Saracca come viene rappresentato ora ad Oliveto ha le sue radici a cavallo della grande guerra. La versione attuale (che originariamente si svolgeva il mercoledì delle ceneri) ha preso forma fra gli anni ’70 ed ’80, quando un progressivo ripopolamento del borgo ha permesso di allargare la partecipazione popolare fino alle dimensioni attuali.
La festa, riproposta dagli olivetani con sempre maggior successo, simboleggia l’inizio della quaresima.
La cerimonia lascia spesso sconcertati per l’elevato grado di provocazione che essa porta con sé, ma si risolve in una simpatica festa nonché occasione per visitare gli splendidi colli attorno a Bologna.


Ed ecco come il nostro gastronomo forlivese Pellegrino Artusi interpreta la saracca, una ricetta molto semplice e molto diffusa nelle nostre campagne soprattutto nella prima metà del secolo scorso.


Saracca con la polenta


Dopo averla pulita e aver raschiato le squame, fate rosolare su una graticola una aringa affumicata e ponetela su fette di polenta ben calda.


E…buon appetito con i sapori di una volta.


Testo e lettura di Marina Leonardi.

Brano corrente

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