Elettronica che spinge il corpo al movimento. Strumenti acustici che continuano a respirare. Un rave da ascoltare e da ballare.
È questo il mondo di C’mon Tigre, un collettivo che negli anni ha trasformato ogni disco in un nuovo territorio di esplorazione, reinventando continuamente il proprio linguaggio senza perdere l’identità.
Quella che state per ascoltare è una puntata speciale di Emilia-Romagna Music Commission – Notizie da una Regione in Musica.
L’occasione è quella degli Open Stages di Jazz Open Modena, il programma di concerti gratuiti che, dal 13 al 18 luglio ai Giardini Ducali, affianca il cartellone principale del festival con una selezione di progetti dedicati alla ricerca, alla contaminazione e ai nuovi linguaggi della musica contemporanea prodotta in Emilia-Romagna.
Oggi vi proponiamo l’intervista a C’mon Tigre, che il 18 luglio chiuderà gli Open Stages con un live in cui l’elettronica diventa il motore di un’esperienza fisica, capace di trasformare il concerto in un rito collettivo.
Nel corso della conversazione ripercorriamo le tappe che hanno portato C’mon Tigre fino a questa nuova dimensione artistica: da Scenario e Habitat a Soundtrack for Imaginary Movie e LUMINA, fino ai nuovi singoli Driver Idle, VANTA e Ceiling Drip Gospel.
Un viaggio tra elettronica, immaginazione, intelligenza artificiale, strumenti acustici e il desiderio di ridefinire, ancora una volta, il proprio linguaggio.
Ad accompagnare l’intervista, due brani di C’mon Tigre: K//A\K//A e Driver Idle.
Buon ascolto e ci vediamo il 18 luglio ai Giardini Ducali di Modena per gli Open Stages di Jazz Open.