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8 Gennaio 2009 | Spettacoli in Emilia-Romagna

A Piacenza Maratona Bach con Ramin Bahrami

Il pianista iraniano impegnato in una due giorni musicale

A cura di Marina Leonardi

8 gennaio 2009

Cari ascoltatori, apriamo la sezione dedicata agli spettacoli di questo 2009 con un evento interessantissimo, la Maratona Bach che il pianista iraniano Ramin Baharami terrà il 10 gennaio al Teatro Municipale di Piacenza.

Di Bahrami si è parlato molto negli ultimi tempi, abbandonato il paese natale a soli 11 dopo l’uccisione del padre da parte del regime degli Ayatollah, il giovane Ramin arriva in Italia grazie a una borsa di studio e si diploma nel 1997 sotto la guida di Piero Rattalino presso il Conservatorio Verdi di Milano, perfezionandosi poi con  Danilo Lorenzini e all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola.

Bahrami non nasconde il suo amore per Bach che suona da quando era piccolissimo, il grande compositore e organista tedesco del periodo barocco, universalmente considerato uno dei grandi geni della musica di tutti i tempi.

E a Bach è dedicata la due giorni piacentina che inizia con l’incontro speciale con il Maestro, dal titolo “Il mio Bach da hit parade”, il giorno prima dell’esibizione a teatro, il 9 gennaio. Un dialogo-intervista al Conservatorio Nicolini alle 16 che sarà l’occasione per raccontare di sé, della sua passione per Bach e di come è arrivato a scalare le hit parade di mezzo mondo.

La Maratona Bach è in programma il 10 gennaio, dicevamo al Teatro Municipale alle ore 17.30 e alle  20.30. Di Bach verranno eseguite integralmente le Partite BWV 825-830 in due parti:
Prima Parte: ore 17.30
Partita n. 1 in si bemolle maggiore BWV 825
Partita n. 3 in la minore BWV 827
Partita n. 4 in re maggiore BWV 828

Seconda Parte: ore 20,30
Partita n. 2 in do minore BWV 826
Partita n. 5 in sol maggiore BWV 829
Partita n. 6 in mi minore BWV 830

In una intervista al quotidiano La Stampa Bahrami disse del compositore tedesco:

« Bach assomiglia al mondo che immagino ancora possibile. È un compositore tedesco, ma si innamora del ritmo siciliano, dove sono presenti influssi arabi; assimila le emozioni e le forme più diverse della musica del suo tempo, senza distruggerle. Unisce il rigore e la fantasia, ascolta, restituisce, restando se stesso; collega, non separa. Ha la mente e il cuore aperti: magari la sua musica potesse parlare ai politici! »

Per informazioni: www.teatricomunali.piacenza.it

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