12 maggio 2008
Cari ascoltatori, in questa puntata dedicata allo spettacolo in Emilia Romagna vogliamo parlarvi di AngelicA l’interessante festival di musica contemporanea bolognese, in scena dal 9 al 17 maggio, che compie 18 anni, diciotto anni di “rivoluzione musicale” di ricerca instancabile, con una apertura particolare verso tutte le forme musicali, soprattutto quelle nascenti. E soprattutto la grande capacità di saperle rappresentarle nei contesti più diversi, cercando di farle incontrare e trasmettere a un pubblico sempre più vasto.
Questa 18esima edizione propone un programma mobile sì ma meditativo, un po’ da gustare, che non ha (a parte qualche caso) slanci spettacolari: si incontra ogni giorno un mondo diverso, una nuova ricerca; musicisti storici che si esibiscono in progetti originali accanto a musicisti delle nuove generazioni.
Tre sono gli appuntamenti in coproduzione con il Museo d’Arte Moderna di Bologna, che si apre alla musica d’arte: per qualche giorno i suoi spazi si trasformano per dare posto a questi particolari concerti che anche all’estero è raro poter ascoltare.
AngelicA disegna così un altro quadro su quanto ha da offrire la musica di oggi e sulle correnti che la attraversano.
Tra gli artisti invitati in questa edizione troviamo la pianista Alessandra Celletti,
Hans-Joachim Roedelius con la sua lunga e variegata storia elettronica, The Magic ID il quartetto che esplora la canzone-composizione, Phill Niblock e Thomas Ankersmit, soli e in duo e Charles Curtis che esegue in prima italiana musiche di La Monte Young, con proiezione di luce/installazione di Marian Zazeela.
E’ un progetto raro da vedere, presentato solo a Berlino, Parigi e New York. Curtis ha lavorato anni insieme a La Monte Young, e il concerto diviene molto di più, non è più solo musica, non è più una installazione, è un matrimonio di visioni che sottopone l’ascoltatore a una prova di ascolto: il tempo si dilata, i sensi si aprono; è storia della musica per violoncello, passando per Debussy e altre percepibili citazioni che, come fantasmi di un altro tempo, si presentano per andarsene subito.
Anche con Charlemagne Palestine & Perlonex si incontrano generazioni differenti. Segnaliamo poi Messiaen et autour de Messiaen un classico che si ha di rado occasione di ascoltare: Nadia Ratsimandresy e presentano tutto il repertorio autorizzato da Olivier Messiaen per Ondes Martenot, una particolare tastiera elettronica e pianoforte. Matteo Ramon ArevalosUday Bhawalkar chiude il 13 maggio di AngelicA con la sua interpretazione del Raga Yaman, considerato uno dei raga più importanti della musica industana. E chiudiamo su Pierre Henry (classe 1927), impegnato qui nel suo primo concerto in Italia, presenta due serate , composizioni recenti e storiche si alternano per fare un quadro sulla musica concreta; L´Homme seul trasformerà la sala grande del Museo d’Arte Moderna di Bologna in una installazione di speaker e luci che proietterà la sua musica in un concerto unico, progettato per quel contesto e per AngelicA. La sua è una figura controversa della musica e di lui ci parlerà adesso Massimo Simonini, direttore artistico di AngelicA 18 intervistato per noi da Radio Città del Capo.
Prima di lasciarvi all’intervista, solo una breve informazione su dove potete trovare il calendario degli eventi, sul sito di Angelica www.aaa-angelica.com e per quanto riguarda i concerti al Mambo nel sito www.mambo-bologna.org
Info: 051 240310