17 maggio 2011
Cari ascoltatori è in corso in questi giorni tra Bologna, Lugo e Modena AngelicA festival, la rassegna che come spiega il direttore artistico Massimo Simonini: coglie i segni delle trasformazioni della creatività musicale, coglie nuovi nuclei di bellezza vuole e rendere sempre più la programmazione un fatto concreto, che coinvolga in maniera più profonda musicisti e compositori e che sia in grado di connettersi sia con le energie creative del territorio che con realtà nazionali e internazionali”.
Al suo ventunesimo anno di ricerca nei mondi della musica, AngelicA propone sul versante italiano, Stefano Scodanibbio, autore, performer, ricercatore di labirintiche soluzioni contrabbassistiche (oltre che infaticabile promotore culturale), protagonista di due concerti bolognesi e di una tappa a Lugo di Romagna (questa sera 17 maggio). Altro appuntamento nazionale quello con il Gruppo Ocarinistico Budriese, a Bologna, domani 18 maggio, alle ore 21.30 al Teatro San Leonardo (via San Vitale, 63). Uno zoom sul territorio emiliano per scoprire uno degli strumenti particolari (e allo stesso tempo famoso in tutto il mondo): l’ocarina. In un programma curato da Oderso Rubini, ascolteremo il Gruppo in Terra, variegata sequenza di composizioni “contemporanee” per un ensemble “folk” di ocarine. Ad accompagnare il tutto, numerosi ospiti, da Cristina Zavalloni a Roberto “Freak” Antoni.
L’Italia dicevamo e poi l’Europa: i territori sconfinati ed esotici della Norvegia, al centro di un programma imponente e intensissimo. Intersecando Now Norwegian Way (un cartellone che porterà diversi artisti scandinavi in giro per lo Stivale), FOCUS | NORGE sarà una tre giorni (dal 19 al 21 maggio al Teatro San Leonardo di Bologna) con i suoni del Nord, tra nomi noti (il catalogo della prestigiosa etichetta ECM annovera già nomi come Christian Wallumrød) e assolute scoperte. Torniamo nel panorama nazionale per Innesti e Concretamente Musica, in calendario a Bologna, dal 23 al 25 maggio (alle ore 19, Conservatorio “G. B. Martini” Piazza Rossini, 2) AngelicA proporrà un viaggio di tre giorni nel mondo della sperimentazione elettronica e concreta: tre programmi realizzati in collaborazione con la classe di musica elettronica del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e con Tempo Reale di Firenze. Lunedì 23 maggio (alle ore 19 nella Sala Bossi del Conservatorio; programma realizzato da Francesco La Licata e Maurizio Pisati) l’ensemble 0Crediti presenterà i suoi Innesti, gioco d’incroci musicali tra Ludwig van Beethoven e Karlheinz Stockhausen. Martedì 24 maggio (sempre alle 19 in Sala Bossi) ascolteremo musiche di Daniel Teruggi e Christian Zanesi, impegnati entrambi anche alla proiezione del suono. Mercoledì 25 maggio (sempre alle 19 in Sala Bossi), un programma tutto dedicato al compositore spettralista francese François Bayle, che sarà in sala per la proiezione del suono.
Sulla scia di una collaborazione che ormai si perde nel tempo si colloca invece il nuovo progetto che Heiner Goebbels regala ad AngelicA. Ci spostiamo a Modena dove, martedì 25 maggio alle ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti (Corso Canalgrande, 85) in collaborazione con il festival L’Altro Suono, si terrà in prima italiana Songs of Wars I have seen, composizione di Hainer Goebbels dai testi di Gertrude Stein. La bacchetta sarà quella di Sian Edwards per la London Sinfonietta e l’Orchestra of the Age of the Enlightenment.
La magia dell’interazione tra arte visiva e arte musicale troverà la sua sintesi nell’installazione performativa Stifters Dinge, visibile venerdì 27 e sabato 28 maggio, alle ore 19 e 22 in via Jugoslavia, 105. L’evento è realizzato in coproduzione con L’Altro Suono Festival 2011 e con il Goethe-Institut Mailand, Emilia-Romagna Teatro Fondazione – VIE Scena Contemporanea Festival, Galleria Civica di Modena). Ispirata allo scrittore Adalbert Stifter e progettata da Heiner Goebbels come spettacolo di un’ora e mezza “in absentia di umana presenza” Stifters Dinge è una composizione per cinque pianoforti senza pianisti, una sceneggiatura senza attori, una performance senza interpreti. La si potrebbe definire un “no-man show”.
Innanzitutto, è un invito agli spettatori a immergersi in uno spazio affascinante e pieno di suoni e immagini, un invito a vedere e a sentire. È incentrata sulla consapevolezza degli oggetti, che nel teatro sono spesso parte del set, arredi di scena o elementi che ricoprono un ruolo meramente illustrativo. Qui invece diventano i protagonisti: luci, immagini, mormorii, suoni, voci, vento e foschia, acqua e ghiaccio.
E ora lasciamo la parola a Massimo Simonini per saperne di più sull’imperdibile progetto di Heiner Goebbels:
La prevendita online per il concerto Songs of Wars I have seen e per l’installazione
Stifters Dinge è disponibile al link: www.teatrocomunalemodena.it