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11 Marzo 2009 | Spettacoli in Emilia-Romagna

Festival “Easy Come Easy Go”

Marianne Faithfull in aprile a Bologna

A cura di Cinzia Leoni

11 Marzo 2009

Un concerto, letture, proiezioni dei film Le Marais e Irina Palm , incontri con il pubblico. E’ il Festival “Easy Come Easy Go” con protagonista Marianne Faithfull, cantante compositrice, attrice artista poliedrica con oltre 40 anni di carriera. L’evento che si svolgerà a Bologna dal 17 al 19 aprile, è organizzato da Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dell’Assessorato alla cultura della Regione Emilia-Romagna e la collaborazione della Cineteca del Comune di Bologna. Si tratta di un’occasione per celebrare la carriera di un’artista capace sempre di reinventarsi tra rock, musica colta e teatro, in uno spettacolo ideale, espressione del suo percorso musicale e personale.

Durante il concerto verranno presentati numerosi brani tratti dal recente ultimo lavoro discografico Easy Come, Easy Go, 22° album di una lunga e brillante carriera nonché il terzo prodotto, dopo Strange Weather e Blazing Away, da Hal Willner, in cui la Faithfull rilegge canzoni, come recita il sottotitolo, “per amanti della musica”, attinte dal repertorio di autori molto famosi del calibro di Duke Ellington, Morrissey, Brian Eno e altre di artisti meno noti al grande pubblico. La serata offrirà anche l’opportunità di ascoltare dal vivo i brani più famosi che hanno reso celebre Marianne Faithfull, da As Tears Go By, il suo primo successo nonché prima canzone firmata dalla coppia Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones, fino ad arrivare alle composizioni tratte dall’album Broken English, che alla sua uscita nel 1979 sancì la sua rinascita artistica, passando per Sister Morphine, scritta a sei mani insieme al duo Jagger/Richards per il disco degli Stones del 1971 Sticky Fingers.

L’artista si esibirà sul palco dell’Arena del Sole insieme alla English Band, composta da Roger Eno, Rory Mac Farlane, Leo Abrahams, Kate St. John, David Coulter, Vincent Segal, Jack Pinter e Andy Newmark. Un’iniziativa importante, come ha commentato alla presentazione l’assessore regionale alla cultura Alberto Ronchi – per un duplice motivo. Da un lato mette insieme, intorno ad un progetto originale, realtà importanti della città; d’altra, questo festival è coerente con gli indirizzi di programmazionedell’assessorato regionale, in cui ha un ruolo di rilievo l’attenzione verso il contemporaneo, il rock o meglio la popular music. La scelta di quest’artista, come successo per le scorse edizioni, è legata fondamentalmente alla considerazione di un’attività che abbia attraversato diverse epoche e linguaggi espressivi: crediamo che Marianne Faithfull rappresenti molto bene questo modo di interpretare la contemporaneità”. Durante il festival Marianne Faithfull leggerà anche i sonetti d’amore di Shakespeare, con l’accompagnamento di Vincent Segal al violoncello. Shakespeare è stato infanti molto importante per l’artista, un “amico” come lei lo definisce e “compagno in ogni situazione”. Ho interpretato, letto, studiato e assistito alle rappresentazioni delle sue opere durante tutta la mia vita.

Biografia

Marianne Faithfull nasce a Hampstead, Londra. Nel 1964 la studentessa diciassettenne Marianne viene presentata al manager dei Rolling Stones, Andrew Loog Oldham, in occasione di un party londinese. Oldham, affascinato dalla giovane, le offre di realizzare un album insieme. Alcuni mesi dopo, la Faithfull inizia la sua carriera musicale con un’interpretazione di As Tears Go By, la prima canzone mai scritta da Mick Jagger e Keith Richards, che si piazza subito tra i primi 10 posti della classifica britannica nell’agosto dello stesso anno. L’artista incide poi tre singoli di successo e due album Top 20, entrambi espressione di un sorprendente equilibrio tra malinconiche influenze folk e rock più aggressivo. Marianne intraprende parallelamente anche la carriera di attrice , nel ruolo di se stessa, in Una storia americana – Made in U.S.A. del 1966.

L’anno successivo debutta a teatro, interpretando Irina in Tre Sorelle di Cechov. Nel 1969 veste i panni di Ofelia nella versione cinematografica di Amleto. Sono gli anni della cosiddetta “Swinging London”, anni fatti di eccentricità ed eccessi, segnati dall’inizio della relazione con Mick Jagger, che catalizza l’attenzione dei media. L’artista rifugge quindi i riflettori, per apparire di nuovo solo brevemente a metà degli anni Settanta con un album dai sapori country, Dreamin’ My Dreams, registrato con la Grease Band. Sarà solo nel 1979, tuttavia, che Marianne risolleverà le sorti della sua carriera con l’innovativo Broken English. È un momento fondamentale: le sonorità folk dei primi anni cedono il posto all’incisività sferzante di brani quali Why Do‘Ya Do It?, Working Class Hero, nonché la traccia omonima del titolo.

Quella voce, un tempo quasi infantile, si mostra ora come uno strumento irrochito, assumendo tonalità di sapore quasi espressionista, che distingueranno tutti i suoi lavori successivi. A Broken English fanno seguito due dischi interlocutori finché, nel 1987, vede la luce Strange Weather. Con quest’album la Faithfull reinventa nuovamente se stessa, questa volta come cantante blues e jazz. L’interesse di Marianne verso Kurt Weill e la musica della Repubblica di Weimar è coronato nel 1996, dalla pubblicazione di 20th Century Blues, dove interpreta numerosi brani del compositore tedesco, seguito, nel 1998, dall’incisione dell’opera di Kurt Weill e Bertolt Brecht, The Seven Deadly Sins (I sette peccati capitali), un disco che vede la sua première dal vivo presso il Festival di Salisburgo in Austria. Il successo riscosso dall’album è tale da catapultarlo nelle vette delle classifiche di musica classica di tutto il mondo.

Marianne ritorna poi al suo genere principale con l’uscita di Vagabond Ways nel giugno 1999. Parallelamente riprende anche la carriera cinematografica, interpretando Intimacy, diretto da Patrice Chéreau e premiato come Miglior Film all’edizione 2001 del Festival di Berlino, e Far From China, un film del regista Christian Leigh, apparso nel Regno Unito all’inizio del 2002. Dopo l’uscita di Kissin’ Time nel 2002, Marianne s’impegna in una serie di date mondiali – il suo progetto di tour più ambizioso mai intrapreso. Al termine di questa tournée continua a dedicarsi alla recitazione, impersonando Pegleg nella produzione presentata in anteprima a Londra di The Black Rider, la celebre e premiata opera di Robert Wilson. The Black Rider –- con un libretto firmato dal romanziere della Beat Generation William Burroughs e musiche di Tom Waits –- ottiene un grande successo presso il Barbican Theatre durante l’intera estate 2004.

Nel settembre del 2004 la Faithfull pubblica un nuovo album, Before the Poison, disco che gode dei frutti della lunga e brillante carriera di artista, una prepotente affermazione del suo talento. Il 2005 è consacrato al tour, un trionfante ritorno dal vivo che dura dall’inizio della primavera fino al tardo autunno, preceduto da una piccola apparizione nella pellicola di Sofia Coppola Marie Antoinette, dove veste i panni dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Contemporaneamente all’uscita del film, la Universal ha approntato un documentario dedicato agli straordinari 42 anni di carriera musicale di Marianne, contenente i brani più famosi oltre a varie rarità e “chicche” da collezionisti.

Nel 2007 la Faithfull ha vestito i panni della protagonista nel film Irina Palm, diretto da Sam Garbarski, un ruolo che le è valso una nomination agli European Film Awards. Presentata al Festival di Berlino dello stesso anno, la pellicola è stata premiata col David di Donatello 2008 come Miglior Film dell’Unione Europea. Nel 2008 è uscito il suo ultimo album Easy Come, Easy Go.

Info: Arena del Sole – Tel. 051.2910.910 – www.arenadelsole.it
Info: Cinema Lumière – Tel 051.2195311 – www.cinetecadibologna.it

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