26 novembre 2013
Cari ascoltatori si accendono le luci al Teatro Storchi di Modena sede dello stabile regionale. Il 28 novembre prende il via una nuova stagione di grande qualità, stagione dedicata a Massimo Castri, uno dei più grandi registi italiani scomparso quest’anno e che molto ha lavorato in questo teatro che amava moltissimo. Primo dei 14 titoli in cartellone è Verdi, narrar cantando con il bravissimo violoncellista Mario Brunello, e gli attori Marco Paolini, Francesca Breschi e Stefano Nanni. La regia è di Marco Paolini e Cesar Brie. Verdi narrar cantando non è solo uno spettacolo pensato per ricordare Verdi nel suo bicentenario ma soprattutto un’occasione per sottolineare come il grande musicista sia parte di una cultura popolare italiana ancora molto attuale. Il Verdi raccontato da Marco Paolini non è dunque solo il celebre musicista di cui ognuno di noi conosce almeno un’aria, ma un uomo dal fervente patriottismo e soprattutto un artista a tutto tondo, librettista, regista, impresario. Come vi dicevamo nel racconto/monologo il regista e attore bellunese sarà accompagnato dal maestro violoncellista Mario Brunello: le più celebri arie verdiane, eseguite dall’arco del solista veneto, avvolgeranno il racconto del percorso artistico di uno dei personaggi più rappresentativi della storia culturale italiana. Non l’allestimento di un’opera e la sua esecuzione quindi, ma un tentativo di raccontare al pubblico l’enorme importanza che la figura di Giuseppe Verdi ha nella costruzione di quel concetto intellegibile che è l’identità popolare del nostro paese.
Lo spettacolo sarà preceduto da una lezione di canto, tenuta da Mario Brunello e Francesca Breschi, che insegneranno al pubblico testi e musiche verdiane: l’esecuzione dei cori di alcune arie sarà infatti affidata al pubblico in sala, accompagnato dall’armonium di Francesco Nanni.
Marco Paolini ha inserito nello spettacolo un suo racconto autobiografico ed una straordinaria descrizione giornalistica (un inedito di uno dei nomi più significativi del movimento futurista, Filippo Tommaso Marinetti) dei funerali del Maestro a Milano con un bagno di popolo degno di un re. Lo spettacolo per la cui regia Paolini ha voluto accanto a sé un maestro come César Brie, non vuole solo ricordare Verdi secondo un approccio di cieco e passivo encomio, ma soprattutto far sentire come egli sia parte della nostra cultura.
“Verdi non è solo un musicista, è un uomo di teatro che pensa ad un disegno generale e poi ne cura ogni dettaglio per arrivare a un effetto mirato” afferma Marco Paolini che continua “la storia viene narrata dalle parole e dalla musica, ma niente di superfluo deve essere lasciato, per il solo gusto del bello o per l’esibizione della tecnica. Verdi dunque pensa a uno spettacolo globale ed essenziale; il risultato è straordinario perché egli inventa qualcosa che sembra molto più antico di lui. Le sue opere diventano tradizione da subito (non tutte ovviamente…), la gente lo canta anche se non è andata a teatro, la sua popolarità è pari a quella di Garibaldi”.
Potete trovare tutte le informazioni sullo spettacolo sul sito www.emiliaromagnateatro.com
Ci lasciamo ancora una volta sulle note di Verdi, un caro saluto da Marina Leonardi.