Si tiene a Campagnola Emilia, in provincia di Reggio Emilia la settima edizione del Cicciolo d’oro. Il 10 dicembre, dalle 9.30 alle 17.30, si terrà la saporita disfida tra una settantina di norcini che si misureranno nella produzione dei ciccioli migliori e del supercicciolo da guinness, il più grande del mondo. A fine giornata avrà luogo la premiazione del norcino migliore.
Durante la manifestazione, esposizione di stands gastronomici e di prodotti derivati dal maiale provenienti da varie parti d’Italia, dimostrazione dell’antica arte della norcineria padana e spettacoli musicali.
Ma vediamo come si preparano i ciccioli ma vi avviso che forse, una volta conosciuto il procedimento forse molti di voi non ne mangeranno più.
Allora il grasso sottocutaneo viene scotennato, cioè viene separato dalla cotenna del maiale, la pelle esterna e tagliato a cubetti. Questi cubetti vengono messi a cuocere in un calderone a fuoco basso e piano piano iniziano a rilasciare il grasso mentre l’acqua in essi contenuta evapora.
Dopo circa 6 ore di cottura, i ciccioli diventano di colore rosa e sono pronti: vengono estratti dal calderone e strizzati all’interno di un canovaccio per estrarre la maggior quantità possibile di grasso.
Tale grasso è lo strutto, un grasso alimentare molto usato un tempo, quando in pochi potevano permettersi l’olio di oliva. Oggi è poco usato, e in commercio si trova quasi esclusivamente lo strutto industriale, che viene raffinato e perde il sapore caratteristico di maiale di quello artigianale. Può invece essere usato per friggere gli alimenti, grazie all’elevato punto di fumo.
Ma torniamo ai nostri ciccioli che vengono strizzati in un canovaccio e messi in una pressa con la quale vengono pressati più o meno intensamente a seconda della consistenza che si vuole ottenere: più si strizzano e più diventeranno croccanti i famosi “ciccioli frolli” come si dice dalle nostre parti.
I ciccioli morbidi inece vengono tagliati a fette sottili e consumati come un nomrale salume.
I ciccioli sono alimenti ipercalorici e poco digeribili a causa della lunghissima cottura che produce sostanze indigeribili e degrada i grassi.
Quindi i ciccioli sarà meglio metterli tra gli alimenti gustosi da mangiare con parsimonia.
E passiamo a un’altra sagra, che si tiene sempre il 10 dicembre ma a Bobbio, in provincia di Piacenza. Si tratta della Sagra della lumaca.
Bobbio è una delle sei “città delle lumache” comprese nell’itinerario turistico-gastronomico dell’Italia settentrionale. Il paese ha ottenuto il prestigioso riconoscimento perchè da secoli lega il suo nome alla gastronomia dedicata allo squisito mollusco.
A questa tradizione è dedicata la celebre sagra con esposizione e degustazione del tradizionale piatto bobbiese. Per l`occasione nei ristoranti sono serviti menù a base di lumache e piatti tipici di montagna.
L’apertura della manifestazione è in Piazza Duomo alle ore 10, con l’esposizione e la vendita lumache, prodotti delle Terre di San Colombano.