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23 Gennaio 2007 | Archivio / Prodotti tipici e sagre

N°44-SAPORI D’ITALIA

La Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma.

Cari ascoltatori, in questa puntata di Sapori di Italia vi portiamo a conoscere un succulento itinerario che  si sviluppa per circa cento chilometri nella fascia collinare orientale parmense e che viene chiamato La Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma


Il percorso si snoda in un territorio ricco di parchi naturali, di acque termali e di pievi romaniche situate sull’antica Via Francigena, il percorso dei pellegrini diretti alle capitali della cristianità.


Questa terra è il cuore della “food valley” parmense, dove prodotti d’eccellenza conosciuti in tutto il mondo come Prosciutto di Parma e Parmigiano-Reggiano si abbinano alla Malvasia e agli altri vini Doc dei Colli di Parma. Senza dimenticare le altre produzioni tipiche di questa zona: il salame di Felino, la coppa di Parma e gli altri salumi della tradizione locale. Va inoltre ricordato il tartufo nero di Fragno, che si raccoglie abbondantemente sulle colline.


Anche qui, dove il buon mangiare si abbina ai migliori vini della provincia, dove i ristoranti e le trattorie si alternano alle cantine e ai prosciuttifici, il viaggio del gusto lungo la Strada è fatto di storia, tradizioni e sapori insieme.


Dopo questa premessa vorrete subito mettervi in cammino, allora dirigetevi a Collecchio a pochi chilometri da Parma, percorrendo la statale 62 verso sud. In questo territorio troviamo due splendidi parchi, il Parco regionale fluviale del Taro,  che segue il corso del l’omonimo fiume e il Parco regionale dei Boschi di Carrega, già luogo preferito di villeggiatura della duchessa Maria Luigia d’Austria nel Casino dei Boschi e nella villa del Ferlaro, tutt’ora esistenti. Per gli amanti della gastronomia, qui si degustano ottimi prosciutti di Parma e salumi in genere.


A poca distanza da Sala, varcato il torrente Baganza a sud-est, si raggiunge Felino, legata alla produzione del celebre salame omonimo, delizioso prodotto dell’antica norcineria locale, purtroppo vittima – potenza e suggestioni dei toponimi – di una falsa diceria che lo riteneva realizzato con carni di gatto. L’abitato è dominato dal severo castello a pianta quadrata e protetto a est dal Torrione, fortilizio trecentesco.


Da Felino, la Strada prosegue verso monte correndo in fianco al torrente, fino ad arrivare a Calestano. Buono il patrimonio architettonico sul territorio, con diversi edifici interessanti, fra cui il castello di Ravarano, nei cui dintorni non può mancare una visita al bizzarro panorama creato dai “salti del Diavolo”: guglie e pinnacoli che tagliano in due la stretta Val Baganza. Questa è zona rinomata per il tartufo nero, che si raccoglie in abbondanza nelle colline intorno al capoluogo e, in particolare, nella zona di Fragno, borgo in pietra che dà il nome alla varietà locale del pregiato fungo.


Da qui, superato il crinale, si entra nella val Parma e nella zona di un altro interessante area, il Parco dei 100 laghi, il più esteso dei Parchi regionali della provincia e parte del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Tra prosciutto, castagne e funghi, nel panorama gastronomico spicca un dolce delizioso delle feste natalizie, la spongata, ancora oggi prodotta artigianalmente da numerose famiglie.


Ridiscendendo a ritroso la valle del Parma verso la pianura, si arriva a Langhirano, celeberrimo centro di stagionatura e capitale del comprensorio di produzione del prosciutto di Parma. L’abitato è adagiato sulle rive del torrente, circondato dagli stabilimenti di produzione del noto salume, a cui è stato dedicato perfino un Museo, ospitato al Foro Boario. Ma Langhirano non è solo gastronomia: sul suo territorio si erge il castello di Torrechiara, uno dei più belli e meglio conservati d’Italia. Collocato sulle prime colline coperte di vigneti a sinistra del Parma, esso fu fatto costruire nel Quattrocento da Pier Maria Rossi. Sulla destra del Parma si apre il territorio comunale di Lesignano de’ Bagni, antico luogo termale ricordato oggi solo nel toponimo. Qui gli stabilimenti del prosciutto si alternano a impianti di olivo di recente introduzione.


La Strada corre ancora in riva al Parma, per poi deviare decisamente a levante verso Traversetolo, non prima di aver fatto sosta nella frazione di Mamiano, per vedere la villa sede della Fondazione Magnani Rocca , che ospita una ricca collezione di opere d’arte. Anche Traversetolo è noto per l’allevamento e la lavorazione delle carni suine e merita una visita il Museo dedicato a Renato Brozzi, scultore locale prediletto da Gabriele D’Annunzio. La Strada si avvia al capolinea, toccando bofghi pieno di fascino come Montechiarugolo, Basilicagoiano e infine Monticelli terme,  rinomata località termale. Riposo, salute, benessere e buona tavola: un ottimo approdo per questo coinvolgente percorso sulle colline di Parma.


Potete trovare maggiori informazioni su questa strada ei suoi prodotti sul sito http://www.strade.emilia-romagna.it/

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