Cari ascoltatori eccovi ancora insieme a Marina Leonardi per una nuova trasmissione dedicata agli spettacoli in Emilia Romagna. La scorsa settimana parlando del Bologna Jazz festival avanzavo il sospetto che gli emiliano romagnoli avessero il jazz nel sangue, oggi che mi appresto a introdurvi a Parma Jazz Frontiere mi sento di dire di sì…. Il jazz scorre proprio nelle nostre vene.
Siamo a Parma, quindi per una nuova edizione di questa bella rassegna che compie diciannove primavere, si tiene da oggi 4 novembre fino al 2 dicembre, ed è dedicata a Giorgio Gaslini, il mirabile musicista, antesignano del jazz made in Italy scomparso purtroppo qualche mese fa nella sua casa di Borgotaro, proprio qui sull’Appennino Parmense.
Ma veniamo agli appuntamenti del festival che aprirà con un’anteprima stasera allo Shakespeare Cafè, un omaggio a Duke Ellington dello Stefania Rava Quintet. Serata inaugurale vera e propria è invece il 7 novembre all’Auditorium del Carmine con Sonic Boom di Uri Caine colonna consolidata del festival che ormai non ha più bisogno di presentazioni e Han Bennink, uno dei batteristi più importanti della scena olandese ed europea. Ancora in programma un altro nome importante come Steve Coleman & Five elements ma non mancano i giovani artisti delle prestigiose Accademie di Oslo e di Goteborg, a testimoniare la tradizionale vocazione verso le nuove generazioni e verso gli stimoli che possono nascere dalla collaborazione tra diversi sistemi educativi.
Centrale anche per questa edizione il Suono del Nord; dalla presentazione dell’omonimo libro di Luca Vitali, all’omaggio a Jon Balke con la proiezione del film/documentario che lo vede protagonista, dal concerto dello stesso nel gruppo JøKleBa al concerto di Misha Alperin, in trio con Roberto Bonati e Roberto Dani, fino ad arrivare alla suggestiva ricerca di Benedicte Maurseth in duo con Åsne Valland Nordli. Non manca poi il rapporto con i musicisti italiani che vede la presenza al festival, il 9 novembre di una delle glorie del jazz italiano, Enrico Intra che si presenta in un interessante confronto tra generazioni con Paolino Dalla Porta e Mattia Cigalini e ancora del Beppe Di Benedetto 5tet, del duo Pericopes e di molti altri.
E per saperne di più abbiamo con noi il direttore di ParmaJazzFrontiere Roberto Bonati a cui chiediamo di spiegarci il titolo di questa nuova edizione
Intervista Roberto Bonati
Potete trovare l’intero programma e tutti gli approfondimenti sul sito: www.parmafrontiere.it
Un saluto decisamente in jazz da Marina Leonardi