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23 Ottobre 2012 | Spettacoli in Emilia-Romagna

Tant que nous sommes vivants

Prosegue il festival Aperto di Reggio Emilia con “un’opera itinerante” di Boltanski

A cura di Marina Leonardi

23 ottobre 2012

Cari ascoltatori torniamo a Reggio Emilia dove prosegue il Festival Aperto e il suo fitto programma di musica, danza, teatro, arti performative e installative. Torniamo per un evento unico e davvero imperdibile, Tant que nous sommes vivants, opera itinerante realizzata a tre voci dal grande artista Christian Boltanski, dal lights designer Jean Kalman, e dal compositore Franck Krawczyk al Teatro Valli, venerdì 26 ottobre, sabato 27 ottobre e domenica 28 ottobre, dalle ore 20 alle 23.

Nell’arte contemporanea, le installazioni di Christian Boltanski si distinguono per un lavoro profondo lucido ed emozionante sul dolore e sulla memoria. Dove la memoria non è mai mero ricordo, ma immanenza viva nel presente e rivolta al domani.
Qualcuno di voi avrà visto l’installazione permanente che l’artista ha realizzato al Museo per la Memoria di Ustica di Bologna e che circonda i resti del DC9 abbattuto il 27 giugno 1980.

Tant que nous sommes vivants,che è una rilettura dell’opera realizzata per la Fondazione I Teatri nel 2005, è un progetto a metà strada fra una installazione e teatro musicale, invade ogni spazio agibile del teatro trasfigurandolo profondamente, un dentro che diventa un fuori, fra inusitate atmosfere e vivide evocazioni. Un percorso visivo, avvolgente ed emozionante che parla della condizione umana. Un teatro di invenzione, dove i “personaggi” seguono un percorso narrativo astratto, fatto di rimandi e suggestioni visivo-sonore in un a sorta di opera lirica “itinerante”.

Macchine per la nebbia, neve che cade, oggetti vari, attrezzeria teatrale, effetti luce, petali di fiori, fieno, sparsi in più punti all’interno del teatro. Lo spettatore che entra nell’atrio dovrà trovare il proprio percorso: salire verso le sale del ridotto, oppure accedere ai corridoi, affacciarsi ai palchi, raggiungere il palcoscenico, tornare sui propri passi, liberamente, fino a sazietà. Nel suo peregrinare incontrerà una banda musicale, musicisti, attori, misteriose presenze, una cantante. La musica pervaderà tutti gli spazi integrandosi con gli elementi visivi e spaziali, e trasformando il Teatro Valli in qualcosa di unico.

Boltanski, Kalman e Krawczyk lavorano molto spesso insieme, creando dei progetti di grande impatto emotivo e di grande suggestione. Tre mani diverse che si fondono in un unico intento. Come ha detto Boltanski: “quello che facciamo in tre diventa il lavoro di una sola persona”.

Lo spettacolo è ciclico, l’accesso al Teatro è possibile dalle ore 20 alle ore 23 circa. Il biglietto, posto unico € 15.

E mentre ci siamo vediamo gli appuntamenti ancora in programma a Reggio Emilia sempre nell’ambito del festival Aperto.  Musica il 1 novembre sempre Teatro Valli con Matthew Herbert e la sua Big Band di 20 elementi che decostruisce e ricostruisce elettronicamente arrangiamenti orchestrali e poi la danza, grande protagonista del cartellone di quest’anno. Ancora in programma Un Lago dei Cigni – paradigma di biancore ed europeità , nero e africano: è il progetto di Dada Masilo da Johannesburg (30, 31 ottobre Teatro Ariosto); Brilliant Corners di Emanuel Gat (3 novembre Teatro Ariosto) è un terreno di gioco coreografico per un gruppo di dieci danzatori, ispirato a Telonious Monk (ma senza utilizzarne la musica!).
E infine Atem “Le souffle” (2, 3, 4 novembre Teatro Cavallerizza) un creazione di Josef Nadj per il Centre Chorégraphique National D’Orléans, ispirata ad Albrecht Dürer e Paul Celan. 

http://www.iteatri.re.it/VisualizzaEventi.jsp?idTipoEvento=8&idRassegnaEvento=10

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