3 novembre 2011
Erano giornate straordinarie! Krymov aveva l’impressione che la storia non fosse più un libro, ma che fosse confluita nella vita vera, confondendosi con essa…
Cari ascoltatori, torniamo all’Aperto Festival di Reggio Emilia per uno spettacolo molto interessante, si tratta di Vita e Destino, una produzione del Maly Teatr San Pietroburgo, con la regia di Lev Dodin, che andrà in scena il 5 e il 6 novembre al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, il 5 alle ore 20,30 e domenica in pomeridiana alle 15.30.
Vita e Destino, il romanzo di Vasilij Grossman, di cui vi abbiamo letto alcune righe, opera a lungo proibita in Russia per i contenuti critici al regime, è la storia di una famiglia ebrea, perseguitata prima dai nazisti e poi dallo stalinismo, sullo sfondo della Seconda Guerra mondiale.
Il genio di Lev Dodin, il primo ad aver portato in scena la versione teatrale, si interroga sul ruolo dell’artista come insostituibile testimone, memoria di un popolo e di una società senza la libertà. E il suo teatro incontra la vita, diventa la vita.
I giovani interpreti hanno lavorato intensamente per tre anni interi fra studi, prove artistiche, visite ai lager, dialoghi con i sopravvissuti, ricerche d’archivio.
Bastano una rete da pallavolo, uno specchio, un letto e un valzer di Schubert a disegnare lo spazio scenico, dove si soffre, ci si ama, si mangia, si beve, si danza, si parla e si grida davvero.
Lev Dodin, con questa regia, si propone come artista al servizio della memoria, della storia, della coscienza del suo popolo.
Restiamo in ambiti teatrali, ci spostiamo a Modena, dove, con L’uomo della sabbia della compagnia Menoventi è stata inaugurata la stagione del teatro delle Passioni. Lo spettacolo replicherà il 5 e l’8 alle ore 21 e il 6 alle ore 17,00. L’uomo della sabbia, un capriccio alla maniera di Hoffmann è prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione nell’ambito del Progetto europeo Prospero. Lo spettacolo è, prima di tutto, un labirinto, un gioco di scatole cinesi, una narrazione senza fine in cui perdersi. Nel racconto di Hoffmann i personaggi sfumano nel grigio panneggio della quotidianità così la sfida dei giovani attori in scena è nell’accensione di una lanterna magica capace di apparizioni e dissolvenze, portatrice di paradossali sovrapposizioni di contesti per mettere così in discussione, alla maniera di Hoffmann, ciò che i nostri occhi vedono: la cornice artefatta che chiamiamo realtà.
Torniamo a Reggio Emilia, dove domenica 6 alle ore 20.30, al Teatro Ludovico Ariosto, Aterballetto presenta, sempre all’interno di Aperto Festival, la prima assoluta di Alice nel paese delle meraviglie, coreografia, regia e scenografia di Francesco Nappa, liberamente ispirata all’omonimo racconto di Lewis Carrol. Le musiche di David Byrne, Robert Moran, John Lurie, Michael Torke e sono eseguite dal vivo dal Balanescu Quartet.