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Immigrazione in Emilia-Romagna: un fenomeno consolidato

I dati dell'indagine a cura Osservatorio sul fenomeno migratorio della Regione

E’ un quadro all’insegna del consolidamento e della stabilità quello dell’immigrazione in Emilia-Romagna. Cresce il numero di persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana (+62,3% rispetto all’anno precedente). E cresce il numero degli studenti, delle imprese individuali con titolare straniero.Così il rapporto Unar 2014 fotografa il fenomeno migratorio in Emilia-Romagna.

Dall’indagine a cura dell’Osservatorio sul fenomeno migratorio della Regione, risultano 536.022 gli stranieri residenti (all’1/01/2014), pari al 12,0% del totale. Dato, questo, che pone l’Emilia-Romagna al primo posto fra le regioni italiane per tasso di incidenza (il dato medio nazionale è dell’8,1%), nonostante un lieve decremento rispetto all’anno precedente I minori stranieri rappresentano una quota significativa della popolazione e costituiscono il 17,4% del totale dei minori residenti e il 23,1% del totale degli stranieri residenti.

La stabilità del fenomeno migratorio in Emilia-Romagna è evidente anche da una maggiore presenza di persone titolari di permessi di soggiorno CE di lungo periodo: passano dalle 217.495 (all’1/01/2011) alle 281.361 (1/01/2014). Significativo è anche l’aumento del numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Nel 2013 i nuovi cittadini sono 14.193, con un incremento rispetto all’anno precedente del +62,3%. Cresce anche l’incidenza dei nuovi nati con entrambi i genitori stranieri sul totale dei nati (24,6% nel 2013 rispetto al 24,4% del 2012). Il fenomeno di crescita, va però inquadrato in un contesto complessivo di calo delle nascite che ha riguardato sia i nati italiani, sia quelli con entrambi i genitori stranieri.

I comuni emiliano-romagnoli che superano il 10% dei residenti stranieri passano dai 22 del 2004 ai 165 del 2013 sui complessivi 340, con Galeata (Fc) al 23,1%, Luzzara (Re) e Castel San Giovanni (Pc) al 21,2% e altri 34 comuni con valori percentuali compresi fra il 15 e il 20%. I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono, nell’ordine, la Romania (14,7%, in aumento rispetto al 14,3% dell’anno precedente), il Marocco (13,1%, negli ultimi anni in leggero calo), l’Albania al 11,7% pressoché stabile.

Per quanto riguarda l’ambito scolastico  2013/2014 l’Emilia-Romagna ha accolto 93.434 studenti stranieri. Si conferma così al primo posto fra le regioni italiane per incidenza di alunni stranieri (15,3% del totale, a fronte di una media nazionale del 9%). Un indicatore di consistente radicamento nel territorio è rappresentato dai nati in Italia, sono quasi 51.000  pari al 54,5% degli alunni stranieri iscritti alle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di un dato in marcato incremento rispetto al 50,2% dell’anno scolastico precedente.

Per quanto riguarda il lavoro Nel corso del 2013 la banca-dati Inail ha registrato circa 344 mila lavoratori dipendenti stranieri occupati in Emilia-Romagna, che significa il 19,4% dei lavoratori complessivi. Il valore assoluto è in lieve calo rispetto a quello registrato lo scorso anno: il calo dell’occupazione ha infatti  colpito anche la forza lavoro straniera. Malgrado ciò l’incidenza dei lavoratori stranieri è lievemente aumentata (+0,3%), continuando così una tendenza degli ultimi anni. Oltre la metà (52,2%) degli occupati stranieri lavora nel macro-settore dei servizi (valore percentuale in linea con quello del 2012). Seguono l’industria (32,7, in flessione di oltre due punti percentuali rispetto all’anno precedente) e, in lieve crescita, l’agricoltura (10,2%).

Secondo i dati del Registro delle imprese - Infocamere, al 31/12/2013 le imprese individuali con titolare straniero sono oltre 35.700 e costituiscono l’8,5% del totale delle imprese attive in regione. Un dato  in crescita rispetto a quello degli anni precedenti: (8,3% nel 2012 e 7,9% nel 2011). I principali settori economici sono le costruzioni (44,0% del totale delle imprese con titolare straniero), il commercio (25,1%), le attività manifatturiere (11,0%) e i servizi di alloggi e la ristorazione (5,7%).

L’apporto dei lavoratori stranieri è importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo e dei consumi. Secondo i dati elaborati dall’Agenzia socio-sanitaria regionale i lavoratori stranieri percepiscono un reddito medio di 1.019 euro netti al mese con una differenza di 318 euro medi in meno rispetto ai lavoratori italiani (-23,7%). L’ammontare economico contributivo generato dal lavoro degli stranieri risulta di oltre 900 milioni di euro, mentre il gettito fiscale complessivo dei lavoratori stranieri si può valutare in oltre 500 milioni di euro, per un totale di oltre 1 miliardo e 400 milioni di entrate.

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Note

A cura di Cinzia Leoni