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Vie Festival

Attraversamenti della contemporaneità tra teatro, danza, cinema, illustrazione e musica. Dal 13 al 24 ottobre

Giunto al suo dodicesimo anno di vita il festival Vie, sceglie di praticare, anche in questa edizione, continue intersezioni tra le arti e tra pubblici eterogenei, confermando la presenza di protagonisti della scena nazionale e internazionale e di giovani realtà emergenti. 36 sono gli spettacoli, 78 le possibilità di assistervi, molte le prime che si susseguiranno negli undici giorni di festival tra Modena Bologna, Carpi e Vignola.

Si apre a Modena con Tristesse, lo spettacolo di teatro musicale di Anne-Cècile Vandalem che ha trionfato ad Avignone. Il suo dispositivo scenico, in dialogo con il linguaggio cinematografico, indaga l’intristimento dei popoli, leggendolo come una delle più potenti armi politiche. Ancora con il cinema si relazionano le Nano danze di Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael, il regista di Dio esiste e vive a Bruxelles e i fotogrammi dipinti a mano da Gianluigi Toccafondo per il film che accompagna il concerto del collettivo afrojazz C’mon Tiger. Di pittura e illustrazione parlano anche le esplorazioni coreografiche di Virgilio Sieni, dedicate alle immagini del quotidiano di Giorgio Morandi,  che andranno in scena  in prima assoluta il 15 ottobre allo Storchi di Modena e a Bologna al Museo Morandi in dicembre.

Ma degli imperdibili di questa edizione abbiamo parlato con il direttore di Ert, unico teatro nazionale che promuove un’esperienza come quella di Vie, un invito alla riflessione sulla contemporaneità e sul lavoro del teatro. Ascoltiamo Pietro Valenti.

Intervista a Pietro Valenti

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A cura di Piera Raimondi Cominesi

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