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AAA. Nuovi melomani cercasi

Il pubblico e il “non pubblico” della lirica in Emilia-Romagna indagati in uno studio dell’Osservatorio Regionale dello Spettacolo. Interviste a Michele Trimarchi e Roberta Paltrinieri

Cari ascoltatori,

oggi nella nostra rubrica dedicata agli spettacoli parliamo un po’ anche di voi, gli spettatori, l’altra, indispensabile faccia della medaglia del sistema dello spettacolo. Non è un mistero che il tema dell’ampliamento e della diversificazione del pubblico sia un problema da affrontare sia per chi produce cultura, sia per chi, come la Regione Emilia-Romagna, attua politiche culturali di sostegno allo spettacolo. L’occasione per approfondire nella nostra trasmissione questo argomento ci è data dalla pubblicazione di uno studio dell’Osservatorio Regionale dello Spettacolo sull’argomentoper il periodo 2010-2014. Non è certo la prima volta che l’Osservatorio - istituito per legge nel 1999 proprio per fornire strumenti di valutazione delle politiche culturali e della loro efficacia, tratta il tema del pubblico - ma questa volta l’analisi si è focalizzata sul pubblico della lirica in Emilia-Romagna. La ricerca, di carattere qualitativo e quantitativo, che ha utilizzato strumenti come le interviste e i focus group, ha coinvolto il pubblico di tre importanti teatri della nostra regione: il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia e il Teatro Municipale di Piacenza.

Coordinato dal professor Antonio Taormina, docente universitario e responsabile dell'Attività di Ricerca Ater, lo studio - a fronte di dati paragonabili per andamento non solo a quelli italiani, ma a quelli mondiali, in cui la spesa diminuisce, le rappresentazioni e gli spettatori anche - offre importanti spunti di riflessione sulla composizione del pubblico e sui “perché” di chi pubblico non è, ma potrebbe esserlo.

Ne parliamo con il professor Michele Trimarchi, economista della cultura e vicepresidente della fondazione lirica bolognese, tra gli estensori dello studio con la sociologa Roberta Paltrinieri.

intervista a Michele Trimarchi

L’obiettivo è dunque ampliare e diversificare l’audience: non si tratta, quindi, soltanto di rivolgersi al pubblico “fidelizzato”, ma anche di raggiungere un pubblico nuovo, diverso, facendo i conti anche con le barriere economiche, sociali, psicologiche e le autorappresentazioni sociali di chi consuma o non consuma lirica. Ai nostri microfoni la professoressa Roberta Paltrinieri racconta più in dettaglio le caratteristiche di queste tribù di spettatori.

intervista a Roberta Paltrinieri

Lo studio "Il Pubblico della Lirica in Emilia-Romagna" è disponibile sul sito Cultura Er, all’indirizzo http://cultura.regione.emilia-romagna.it/osservatoriospettacolo/studi-e-ricerche

 

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A cura di Piera Raimondi Cominesi

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