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Le Torri dell’acqua di Budrio

La riqualificazione dell’ex-acquedotto regala al territorio un centro polifunzionale attivo sul piano artistico e musicale

Gentili ascoltatori vogliamo raccontarvi oggi di un luogo speciale, le Torri dell'acqua di Budrio, un edificio che potremmo definire di archeologia industriale poiché la costruzione dell'acquedotto con i due serbatoi, risale al 1912 e che si è trasformato dopo una creativa opera di ristrutturazione , finanziata anche dalla Regione Emilia-Romagna (con un milione di euro), in un centro polifunzionale di grande suggestione.

Da contenitore di acqua a contenitore di suoni, il passaggio è breve, quasi fluido attraverso la scala a chiocciola di scambio tra le due torri, e trova la sua massima espressione nella sala ottagonale al piano terra, dove quattro vele in plexiglass situate al centro del soffitto, contribuiscono a creare un'acustica perfetta (grazie ad un progetto del dipartimento di ingegneria dell'Università di Bologna).

Il luogo si presta anche ad ospitare mostre e spettacoli di varia natura, sfruttando la suggestione delle forme e i vari piani delle due torri dell'acqua. Anche i collegamenti utilizzati per renderle fruibili, come la torre centrale delle scale o la zona del bar, si integrano perfettamente nella struttura esistente, con dettagli e finiture in ruggine che ricordano i materiali dei serbatoi e delle vasche per l'acqua.

Lo spazio viene gestito dalla Fondazione Giorgio Cocchi, guidata da Claudia Cocchi figlia dello scultore bolognese, le cui opere , sculture in bronzo e ferro ma anche poesie e disegni, vengono valorizzate attraverso la Fondazione. La direzione artistica delle stagioni musicali è affidata invece a Giovanni Chessa, appassionato ed esperto di musica che coltiva da anni rapporti con l'Accademia Chigiana e i suoi artisti.

Ci parla di questo luogo Claudia Cocchi.

Intervista a Claudia Cocchi e Giovanni Chessa

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A cura di Cinzia Leoni

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