28 luglio 2008
Durante una delle serate che il festival OST (Original SoundTrack) di Reggio Emilia ha dedicato al rapporto tra cinema e musica, abbiamo incontrato il regista bolognese Pupi Avati. Con l’occasione abbiamo parlato di musica ma anche del suo rapporto con il territorio.
La passione di Avati per la musica jazz è nota: prima di cominciare a fare cinema suonava ad il clarinetto (come Woody Allen) che, da strategia per fare colpo sulle ragazze, diviene ben presto una professione. Quando poi si rende conto che il suo vero talento è quello di “raccontare per immagini” non dimentica la sua prima grande passione al punto di dedicare alla sua esperienza di jazzista un paio di pellicole.
I film in cui Avati parla del suo amore per il jazz sono soprattutto “Bix” (1990) biografia di Leon Bix Beiderbecke: il primo grande jazzista bianco capace di imporre uno stile personale e rivoluzionario, e “Ma quando arrivano le Ragazze” (2004). Tuttavia la musica ricopre un ruolo fondamentale in tutti i suoi lavori divenendone co-protagonista.
Tra qualche settimana, in occasione del Festival di Venezia, uscirà anche l’ultima fatica di Avati “Il papà di Giovanna” e durante l’intervista abbiamo cercato di sapere qualcosa in più di questo atteso film.
Di OST abbiamo invece parlato con il suo direttore artistico Alessandro di Nuzzo.
Intervista Pupi Avati
Intervista Alessandro di Nuzzo