25 febbraio 2012
Cari ascoltatori di RadioEmiliaRomagna, bentornati all’ascolto di Un po’ di musica, la selezione musicale settimanale da Magazzini Sonori.
Nell’attesa di conoscere i finalisti della quarta edizione del concorso “La Musica Libera. Libera la Musica”, questa settimana facciamo un’incursione nel folk: ascolteremo infatti canti e strumenti dalle più diverse regioni del mondo, come al solito reinterpretati dal gusto dei nostri musicisti emiliano-romagnoli.
Ci introducono in questo viaggio i Rumba de Bodas, una formazione attiva dal 2008 e che vanta collaborazioni eccellenti, come nel caso del brano che ascolteremo oggi. Evenu Shalom, letteralmente “Abbiamo portato la pace”, è il titolo di un canto della tradizione ebraica, a cui i Rumba de Bodas danno nuova vita. Al violino Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblers.
Evenu Shalom – Rumba de Bodas
Dalla diaspora ebraica ci trasferiamo in Macedonia, dove ci aspettano il M° Michele Napolitano e il coro multietnico di Bologna Mikrokosmos. Dall’armonia delle loro voci, un brano della tradizione, che si intitola Shto mi e milo.
Shto Mi e Milo – Michele Napolitano e Coro Mikrokosmos
Torniamo per un attimo alla tradizione ebraica, e lo facciamo con una scoperta molto particolare: lo sapevate che il canto partigiano per eccellenza ha le sue radici nella tradizione klezmer? A scoprirlo è stato Paolo Buconi, che col suo progetto musicale Bukoni Klezmer ci fa ascoltare una versione molto particolare di Ciao Bella Ciao.
Ciao Bella Ciao – Bukoni Klezmer
Il protagonista del prossimo brano è uno strumento, il “didjeridoo”: si tratta di uno strumento musicale naturale, non creato dall’uomo, bensì scavato dalle termiti nei rami di eucalipto. Feticcio e totem per gli Aborigeni australiani, il didjeridoo nelle sue mille declinazioni e forme è anche il cardine del progetto musicale dei TubuSinFabula. Dalla loro produzione ascoltiamo l’ipnotica e astratta Eftà.
Eftà – TubuSinFabula
Terminiamo la playlist di questa settimana con i Folk Songs per eccellenza, quelli di Luciano Berio. Abbiamo scelto di farvi ascoltare una canzone d’amore dall’Azerbaijan: è scritta in un dialetto sconosciuto, è stata trascritta foneticamente da un’incisione 78 giri da Cathy Berberian, prima moglie di Berio, ma tuttora non ne è stata realizzata alcuna traduzione. La voce della soprano Dzenana Mustafic è dunque pura musica, come gli strumenti dell’ensemble del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, che la accompagnano, diretti dal M° Pierpaolo Maurizzi. Non ci resta quindi che darvi appuntamento alla prossima puntata, mentre ascoltiamo già le prime note di Azerbaijan Love Song.
Azerbaijan Love Song, da Folk Songs (L. Berio) – Ensemble strumentale del Conservatorio “A. Boito” di Parma