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2 Giugno 2012 | Archivio / Magazzini free music

Un po’ di… musica

da Magazzini Sonori

A cura di Magazzini Sonori

2 giugno 2012

Cari amici di RadioEmiliaRomagna, come sapete, oggi – due giugno – si celebra la festa della Repubblica, ricordando il giorno del 1946 in cui gli italiani scelsero la nuova forma di Governo del nostro Paese. La chiamata alle urne portò alla nascita della nazione e unì quindi sotto l’unico emblema della Repubblica le regioni, le diverse tradizioni, i molteplici dialetti che popolano lo stivale. Allora oggi vogliamo dedicare il nostro spazio alle musiche di tutta Italia, e lo facciamo proponendovi cinque brani realizzati da musicisti che vivono in Emilia-Romagna, ma sono originari di altre e varie zone d’Italia.

Inizieremo con il gruppo di musica siciliana Shekelesh nato a Forlì nel 2010 da Roberto Pirruccio, catanese trapiantato in Romagna che vuole raccontare con la musica della sua terra le storie di altri tempi ai popoli di oggi. Per farlo si serve di strumenti tradizionali come i tamburelli, il friscaletto, il marranzano ma anche il bouzouki e l’oud, portati in Sicilia dalle genti di altre terre affacciate sul Mediterraneo, e di quattro compagni di viaggio: Gianluca Babini, Lidia Pitarresi, Pino Ceci e Riccardo Galeati. Ascoltiamo allora gli Shekelesh (antico nome dei Siculi, che significa Popolo del Mare) con il brano La Pampina di l’Aliva.

La Pampina di l’Aliva – Shekelesh

Lasciamo i ritmi dei tamburelli e dei cimbali, per entrare nell’atmosfera rarefatta di U Nigghiu, introdotta da un lontano canto, aspro e dolce insieme come sono le melodie popolari. Ci troviamo in Basilicata e a proporci questo nuovo percorso sonoro è il contrabbassista lucano Felice Del Gaudio, oggi residente a Bologna. U Nigghiu è una traccia de “La Via Lattea”, lavoro discografico di Del Gaudio che, come negli altri lavori, mescola l’amore, il ricordo e una sensibilità particolare per la sua terra, a espressioni e stilemi propri del jazz.

U Nigghiu – Felice Del Gaudio

Musica delle regioni d’Italia non significa solo musica folk o popolare, ma anche musica che parla di vita, problemi e risorse locali attraverso linguaggi musicali che arrivano da lontano. I Mala Manera, originari di Aragona in provincia di Agrigento, usano l’hip hop per denunciare le soluzioni alla noia utilizzate dai giovani del loro paese, un Paese dei Balocchi che non cambia mai. Anche i Mala Manera vivono in Emilia, ma parlano e cantano la loro terra, collegando il nord e il sud della nostra Italia attraverso la musica. Ascoltiamoci U Paisi de Balocchi

U Paisi de Balocchi – Mala Manera

Questo era l’hip hop dei Mala Manera, originari della Sicilia; ma ogni parte d’Italia ha la sua musica, il suo canto tipico, i suoi ritmi e strumenti tradizionali. Che dire di Napoli e della canzone napoletana, che fa parlare dell’Italia in tutto il mondo? A Bologna c’è una coppia di musicisti che parla emiliano ma interpreta la musica napoletana in modo così convincente che qualcuno, in un commento lasciato sul loro spazio FreeZone, li propone per la cittadinanza onoraria di Napoli. Ebbene, sono Jacopo Salieri e Fausto Negrelli e questa è la loro versione di O’ Sole Mio.

O’ Sole Mio (R. Carosone) – Jacopo Salieri e Fausto Negrelli

Bravissimi davvero Salieri e Negrelli, ma per finire vogliamo tornare alla nostra Emilia-Romagna e salutarvi prendendo a prestito una canzone dei Mascherones, una visione di Bologna di Notte. Alla prossima settimana!

Bologna di Notte – I Mascherones

Brano corrente

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