10 marzo 2012
Cari ascoltatori di RadioEmiliaRomagna, bentornati all’ascolto di Un po’ di… musica, la selezione musicale settimanale dalla Freezone di Magazzini Sonori.
“Marzo pazzerello” dice la saggezza popolare: con la primavera alle porte, vogliamo abbandonare questa settimana i rigori dell’inverno e intonare il nostro personale “elogio della follia”… in musica naturalmente. Aiutati dai nostri artisti emiliano-romagnoli proveremo nella prossima mezz’ora a liberare la carica creativa e a metterci nei panni dei folli, dei clown e dei buffoni.
Ci offrono un ottimo spunto per intraprendere il percorso i Radìs, gruppo folk-rock romagnolo, attivo dal 2008. Con il loro Elogio del vino entriamo nella realtà sospesa di una festa di paese senza tempo.
Elogio del Vino – Radìs
Inebriati dalla musica dei Radìs, procediamo nel nostro cammino e incontriamo il folk-rock dei Karadell, con il loro brano Chi è felice è pazzo, che si ispira all’omonimo libro scritto a quattro mani da Giuseppe Montalbano e Lisa Galli. “Il cammino è lungo, ma io non mi abbatto. Cambio angolazione e vedo le cose farsi migliori”: lo dice Giuseppe nel brano dei Karadell, che ora ascoltiamo.
Chi è felice è pazzo – Karadell
Uno sguardo obliquo sulla realtà, che apre nuove prospettive: è quello dei folli, degli artisti, e dei cantautori come Cristian Grassilli. Cristian rende un omaggio speciale alla sua città, Bologna, il suo “nido di mattoni” nel brano Sotto i portici di Bologna, con il quale si è aggiudicato il secondo premio nella terza edizione del concorso “La Musica Libera. Libera la Musica”. Lo ascoltiamo.
Sotto i portici di Bologna – Cristian Grassilli
Cristian Grassilli ci fa sorridere, ci soprende, ci fa riflettere con la sua descrizione di Bologna, si definisce “un uomo in mezzo ai birilli”, un “fou”, un clown, proprio come I Clown che si esibiscono nel film di Fellini, da cui ascoltiamo la colonna sonora scritta da Nino Rota e interpretata da Giorgio Zagnoni, dal suo ensemble e dal Quasar String Quartet.
I Clown (da Omaggio a Nino Rota) – Giorgio Zagnoni e Quasar String Quartet
Lo spettacolo dei clown felliniani porta con sé la gioia, i colori, le luci della ribalta, ma anche l’insostenibile malinconia di un mondo sospeso, nel commento musicale di Nino Rota. Con l’indie-rock dei Maybenot torniamo nostro malgrado alla realtà: nel loro brano incontriamo un clown triste, che non sa più ridere. Con i Maybenot e la loro Clown vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Un po’ di… musica.
Clown – Maybenot