1 dicembre 2012
Cari ascoltatori di RadioEmiliaRomagna, bentornati all’ascolto di Un po’ di… musica, la selezione musicale settimanale dall’archivio di Magazzini Sonori.
Dedichiamo la playlist di questa settimana a tutti quelli che pensano che il dialetto è ormai lingua morta, buona solo per un “amarcord” sentimentale a ritmo di folk o di liscio: i cinque brani che presentiamo oggi dimostrano proprio il contrario, ossia che le parlate locali, emiliane o romagnole, sono sempre più usate dai nostri cantautori in tutti i generi musicali.
Si comincia con un veterano della FreeZone. Si chiama Marcello Mazzola, in arte Macola, e ha conseguito il premio speciale per la musica dialettale alla quarta edizione del concorso La Musica Libera. Libera la Musica. Come ha più volte raccontato ai microfoni di RadioEmiliaRomagna, Macola usa le sonorità del dialetto quando ha bisogno di una lingua più duttile dell’italiano e capace di adattarsi ai particolari arrangiamenti dei suoi brani, fatti di folk, ska, reggae e molto altro. Dal nuovo album, realizzato col gruppo storico Vibronda, vi facciamo ascoltare la title track Safaràl.
Safaràl – Macola
Questi erano Macola e i Vibronda con la loro Safaràl. Il titolo significa letteralmente “cosa starà facendo” e nel dialetto dei colli forlivesi si dice, di solito con tono sarcastico, a chi sta facendo qualcosa nel modo sbagliato. Dalla Romagna alla bassa parmense il passo è breve: incontriamo adesso i Me Pek e Barba, un gruppo di amici d’infanzia che hanno deciso di mettere in musica storie e persone della loro terra. Ascoltiamo La Rusen.
La Rusen – Me Pek e Barba
Con un folk di ispirazione irlandese i Me Pek e Barba ci hanno presentato La Rusen, una storia vera che arriva dai tempi della guerra, quando la signora del titolo si ostinava a non voler spegnere le luci di casa neanche dopo il coprifuoco. E adesso cambiamo completamente genere: il mondo del rap si apre al dialetto con il progetto musicale del reggiano Il Tenente. Dopo l’esperienza nel gruppo La Kattiveria, Il Tenente decide di creare un nuovo personaggio alle prese con le sfide della vita di ogni giorno, come in questa Bèin Dòtor.
Bèin Dòtor – Il Tenente
Sulle ultime rime di Bèin Dòtor del rapper reggiano Il Tenente, torniamo a parlare del Collettivo Ginsberg. Dopo la crisi attraversata nel corso del 2011, i ragazzi della band hanno preso decisioni drastiche affidandosi alla consulenza del produttore Marco Bertoni. Un cambio di line-up e una decisa svolta artistica portano la loro ricerca ad aprirsi anche alla musica dialettale, come in questa Curtel.
Curtel – Collettivo Ginsberg
Abbandoniamo le sonorità sempre raffinate del Collettivo Ginsberg, e anche questa settimana arriviamo al termine della playlist con un’altra stella della nostra FreeZone: parliamo di Pietro Bandini in arte Quinzân, promotore del Castelraniero Folk Festival, che della musica dialettale ha fatto un mestiere e una passione. Con la sua Sté d’Astê vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Un po’ di… musica da Magazzini Sonori.
Sté d’Astê – Quinzân