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20 Ottobre 2012 | Archivio / Magazzini free music

Un po’ di… musica

da Magazzini Sonori

A cura di Magazzini Sonori

20 ottobre 2012

Cari ascoltatori di RadioEmiliaRomagna, bentornati all’ascolto di Un po’ di… musica, la selezione musicale settimanale dall’archivio di Magazzini Sonori.

Questa settimana vi proponiamo un viaggio musicale tutto dedicato alla metropoli: paesaggi sonori suggeriti, immaginati o descritti dai nostri artisti emiliano-romagnoli, per muoverci dal Nord al Sud del mondo, senza dimenticare un’occhiata a casa nostra.

Iniziamo con il rock tutto italiano dei Malastrana, che con testo e musica ci mettono davanti agli occhi un paesaggio urbano decisamente violento, che ricorda le più crude rappresentazioni cinematografiche. La città è un “mostro di cemento e asfalto e umane viscere” in questa loro Atmosfere.

Atmosfere – Malastrana

Questa era Atmosfere della band crossover reggiana Malastrana, una sferzata di rock e chitarre elettriche per iniziare di slancio e a tinte fosche il nostro viaggio metropolitano. Ma basta il ritmo di una tarantella, e veniamo immediatamente trasportati nel nostro Sud, fra le cattive abitudini di una Napoli, “forte, morta, sporca” eppure bellissima, come la canta Peppe Voltarelli nella sua Sta città.  

Sta città – Peppe Voltarelli

Abbiamo appena ascoltato Sta città di Peppe Voltarelli, cantautore e attore, che prima di iniziare la carriera solista ha militato fino al 2006 ne Il Parto delle Nuvole Pesanti. Siamo felici di avere questo suo brano su Magazzini Sonori, grazie alla raccolta Terre di Musiche – Il meglio di SanremoDOC, promossa dal MEI – Meeting degli Indipendenti. Ma continuiamo a navigare fra le proposte del nostro archivio, e dal Sud Italia al Sud America il passo è breve (almeno per noi). Incontriamo la folla notturna che balla in Plaza San Esteban, grazie ai Rumba de Bodas.

Plaza San Esteban – Rumba de Bodas

Dopo i Rumba de Bodas e la loro Plaza de San Esteban, eccoci in Africa, dove i ritmi sembrano più lenti ma il caos del suk e il traffico non mancano. Se ne fanno interpreti i Cantodiscanto che nel loro brano African Jig sintetizzano un vero e proprio melting pot musicale: un ritmo africano sfocia in una giga irlandese tradizionale, compare quindi una tammurriata napoletana e un canto arabo, e il tutto si stempera nei suoni di un mercato.

African Jig – Cantodiscanto

Questi erano i Cantodiscanto di Guido Sodo, che con la loro improvvisazione su un tema africano ci conducono verso la fine della playlist di oggi. Facciamo un ultimo viaggio: attraversiamo l’Oceano Indiano e approdiamo fra le vie di una Mumbai dalle mille contraddizioni. Ne evocano i ritmi e le sonorità i TubusInFabula con il loro didjeridoo, in un omaggio alla divinità propiziatrice di nuovi eventi. Con la loro Kriptoganesh vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Un po’ di… musica da Magazzini Sonori.

Kriptoganesh – TubuSinFabula

Brano corrente

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