29 settembre 2012
Cari ascoltatori di RadioEmiliaRomagna, bentornati all’ascolto di Un po’ di… musica, la selezione musicale settimanale dall’archivio di Magazzini Sonori.
Continuiamo questa settimana un percorso sospeso sabato scorso sulle note di una particolare Habanera sul Po. In questi primi giorni d’autunno ci piace infatti indugiare sulle sponde di un ideale fiume, per gustare i suoi riflessi e l’incanto delle sue malinconie, ispirati dalla musica dei nostri artisti emliano-romagnoli.
Muoviamo i primi passi sulle note di un brano strumentale che ci regala Roberto Bonati, compositore, direttore, contrabbassista parmigiano, che con il suo Quintetto Cinema ha voluto rielaborare in chiave jazz alcune celebri colonne sonore. E come spesso capita nelle musiche scritte per il grande schermo, la melodia che vi proponiamo è già capace di raccontare una storia, senza parole e senza immagini. A voi Barca Fiume e Marcia Malcotti.
Barca Fiume e Marcia Malcotti – Roberto Bonati
Quella che ancora ci accompagna in sottofondo è Barca Fiume e Marcia Malcotti di Roberto Bonati e del suo Quintetto Cinema, un viaggio musicale che le sponde del fiume ce le ha fatte già percorrere in lungo e in largo, in un’allegra marcia che immaginiamo piena di luce. Decisamente notturna è invece l’atmosfera del paesaggio evocato dalla murder ballad del Club dei Vedovi Neri dal titolo Lungo il fiume.
Lungo il fiume – Il Club dei Vedovi Neri
Questa era la scurissima Lungo il fiume del Club dei Vedovi Neri, dal loro primo album Dodici storie nere. Proseguiamo guardandola da vicino, l’acqua del fiume, e osservandone gli effetti di luce, le rifrazioni e i riflessi distorti. Ci facciamo aiutare da un brano molto particolare di Cristian Gentilini, dal titolo Distortion. La melodia che ascoltate all’inizio vi ricorda qualcosa di già sentito?
Distortion – Cristian Gentilini
Abbiamo appena ascoltato Distortion di Cristian Gentilini. I più attenti avranno riconosciuto il tocco di Bach fin dal movimento iniziale del brano: si tratta infatti di una elaborazione delle Variazioni Goldberg VI e VII, il cui titolo si ispira a quello della serie fotografica Distortion di André Kertész, che qui ritrae le sue modelle riflesse in uno specchio deformante. Lo stesso sembra fare il giovane compositore bolognese, che pazientemente scompone il suono del clavicembalo riverberandone i suoni con l’ausilio dell’elettronica. Ma adesso cambiamo completamente genere, con il rock decisamente arrabbiato dei Malastrana. Per loro il fiume assume un significato simbolico, e passare alla sponda opposta significa soprattutto fuga da un potere oppressivo. Li ascoltiamo con la loro La Sponda.
La sponda – Malastrana
Dopo La Sponda dei Malastrana non ci resta che concludere questa esplorazione dell’ambiente fluviale. Con Ivan Valentini e il jazz del suo brano Riflessi di viola vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Un po’ di… musica da Magazzini Sonori.
Riflessi di viola – Ivan Valentini