28 gennaio 2013
Il piacere di scoprire i territori con lentezza, con il tempo scandito dai passi, non appartiene solo agli amanti del trekking. Si tratta di qualcosa di molto più diffuso e antico, che appartiene a tutti… E’ sufficiente mettersi nella giusta disposizione d’animo e scegliere percorsi in grado di stimolare la nostra memoria, la nostra curiosità, la nostra identità.
Un primo esperimento di film-documentario su una lunga passeggiata sul crinale dell’Appennino emiliano-romagnolo è stato fatto dalla casa di produzione bolognese Movie-Movie un paio d’anni fa con Viaggetto sull’Appennino da Piacenza a Rimini. Il protagonista era lo stesso Ivano Marescotti e il format era quello dell’andamento lento, con il tempo, il ritmo e lo sguardo del viandante curioso. Da quell’esperienza è nato il desiderio di scendere dalle colline ed esplorare i territori di pianura dove Marescotti si muove più a suo agio e dove la molteplicità di riferimenti culturali alza la qualità dei contenuti del documentario, offrendo spunti di riflessione e ricordi per tutti i gusti.
Con l’autore Francesco Conversano e con il protagonista Ivano Marescotti presentiamo questo atteso sequel, distribuito in DVD nelle edicole dalla fine di gennaio 2013, ma prima della voce dei due ospiti sentirete un estratto dal film che utilizziamo come omaggio al cinema, inteso come luogo di aggregazione. Si tratta di una delle prime scene dove Marescotti si ferma di fronte ad un vecchio cinema di periferia ormai diroccato e propone un tenero ricordo dell’esperienza collettiva e del valore aggregante di un modo di andare al cinema ormai dimenticato.
Dalle note di regia…
Come per il precedente viaggetto, il VIAGGETTO NELLA PIANURA è l’occasione per ri-scoprire e narrare i luoghi della bassa emiliano-romagnola, per riappropriarsi di una serie di valori propri di questa terra quali l’accoglienza, la disponibilità allo scambio tra le culture e la solidarietà, il senso di appartenenza, l’etica del lavoro, la vocazione alla creatività e all’invenzione, l’attenzione e la sensibilità alla cultura e alla conoscenza.
I forti legami di questi luoghi alla terra, alla sua identità e al suo carattere hanno fatto raggiungere all’Emilia-Romagna grandi risultati nell’ambito della scienza e della tecnologia, renderla moderna mantenendo un cuore antico.
Il viaggiatore Ivano Marescotti, partendo dal suo luogo natale, Villanova di Bagnacavallo, si mette in viaggio in lungo e in largo nella pianura.
A piedi, in auto, in bici, in corriera, in treno, in moto, portandosi con sé, libri, canzoni, pezzi di film girati in passato nella pianura.
Ogni luogo diventa per il viaggiatore momento per rievocare i narratori di questa terra, dalla musica alla cinema, dalla letteratura alla poesia.
I luoghi sono quelli verdiani del melodramma, dello splendore dei teatri seicenteschi e settecenteschi, i paesaggi della bassa che hanno ispirato la musica italiana della seconda metà del XX° secolo (quella di Guccini, Nomadi, Corvi fino a Ligabue); i luoghi rievocati da poeti (Tonino Guerra e Raffaello Baldini) e scrittori della pianura (Celati, Cavazzoni, Tondelli e Nori); le campagne, le piazze, gli argini dei fiumi raccontati dai grandi registi del cinema di questa terra, primi fra tutti Antonioni e Bertolucci; i luoghi, infine, della memoria, quelli reali e quelli fantastici, la materia dei film di Fellini.
Il viaggetto diventa così il racconto di luoghi, paesaggi, parole, scritte e parlate, di testimonianze e di incontri (Paolo Nori, Andrea Mingardi, Luciano Ligabue, e vecchi e nuovi abitanti di questa terra), un block-notes ironico e autoironico su chi siamo e chi eravamo, un diario minimo di un viaggiatore curioso, attento e a volte stralunato che si incanta ancora davanti al paesaggio quotidiano che scopre, che si appassiona alle storie delle donne e degli uomini che lo abitano, un atto d’amore per la propria terra che non smette mai di osservare con occhi di stupore e meraviglia.