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28 Luglio 2008 | Eventi live

Ravenna festival: ultimo ritratto di donna con “Juana de la Cruz o le insidie della fede”

A cura di Cinzia Leoni

28 luglio 2008

Con “Juana de la Cruz o le insidie della fede”, per il quale Elena Bucci si è liberamente ispirata alle opere ed alla figura di Juana Inés de la Cruz, si concluso – il 4 luglio alla Rocca Brancaleone – il ciclo di cinque “Ritratti di donne” sul quale Ravenna Festival ha connotato il tema della sua XIX edizione, dedicata alle figura femminili “Erranti, erotiche, eretiche…”.

Ma chi era Juana de la Cruz? . Uno spirito libero: e non si potrebbe definire altrimenti una donna di quell’epoca che in piena inquisizione sceglie di farsi suora per sete di conoscenza, per amore della libertà e della poesia. Una donna inconsueta, forte e irregolare, che, con la sua rivendicazione di autonomia, non poteva non turbare il Messico spagnolo della Controriforma e dell’Inquisizione contro cui si ribella, costretta però alla fine a piegarsi.

« Dice Elena Bucci, che ha realizzato il testo e la messa in scena, che invitata a creare uno spettacolo intorno ad una figura di donna è stata travolta da una moltitudine di immagini: da Virginia Woolf ad Anna Karenina, dalle protagoniste del melodramma a Janis Joplin, da Emily Dickinson a Teresa D’Avila. Tutte avevano qualcosa da dirle, ma quella che in realtà cercava era una donna che le permettesse di ragionare intorno a una lunga storia di ingiustizie, senza cadere nel lamento recriminatorio.

E infatti questa straordinaria figura femminile – la maggiore poetessa dell’epoca barocca messicana e tra i più grandi letterati di tutta la cultura ispanoamericana – ad oltre tre secoli dalla sua morte continua a suscitare un interesse duraturo, dovuto, oltre che  alla sua produzione poetica di altissimo livello, alle vicende della sua vita, contrassegnata da un forte temperamento, da una personalità complessa e da doti intellettuali non comuni. Qualità queste che le permisero in un primo tempo di sfuggire alle rigide regole imposte alla vita delle donne dell’epoca, ma che successivamente costituirono il maggiore ostacolo alla realizzazione della sua più grande aspirazione  e cioè una vita interamente dedicata agli studi, una prerogativa all’epoca solo per gli uomini, un fatto che ha attirato su di lei sospetti e censure, fino all’imposizione del sacrificio supremo: la rinuncia totale agli studi e alla poesia. Una situazione dolorosa, in cui si rivelò la grandezza di carattere di suor Juana, che trasformò la condanna al silenzio in una scelta volontaria della solitudine.

Elena Bucci interprete e ideatrice dello spettacolo è attrice, regista e autrice di chiara fama Recente vincitrice del premio “Hystrio – insieme a “Le Belle Bandiere”, la compagnia da lei fondata nel 1992 insieme a Marco Sgrosso–e del premio “ETI , ha lavorato, tra gli altri, con Mario Martone, Pappi Corsicato, Claudio Morganti.

Le musiche originali dello spettacolo saranno eseguite dal vivo dall’autore, Andrea Agostini.

Intervista a Elena Bucci

Vi lasciamo quindi all’ascolto di Juana de la Cruz o le insidie della fede.

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