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9 Giugno 2009 | Cinema

Quaranta ciak per Pupi Avati

Lo stretto legame tra cinema e territorio

A cura di Enzo Chiarullo e Piera Raimondi

09 giugno 2009

Profumo di grande cinema al teatro Medica di Bologna, dove Bologna e la Regione Emilia-Romagna hanno celebrato i 40 anni di professione ed il quarantesimo ciak di Pupi Avati. Sul tappeto rosso del Medica sono sfilati ricordi, testimonianze, immagini, attori che con Pupi e suo fratello Antonio hanno condiviso momenti brevi e lunghi di una vita artistica a tratti difficile, come ha sottolineato lo stesso regista, ma sempre ricca di riconoscimenti da parte di un pubblico che in Avati vede ormai un genere.

Sotto una grande silhouette di Avati vagamente hitchcockiana, Giorgio Comaschi ha condotto la serata alternando il serio al faceto e componendo una tavolozza fatta di ricordi e di locations (dove sono stati ambientati i film di Avati) luoghi che talvolta hanno ispirato le storie facendo la fortuna di molti titoli della produzione di Pupi Avati. A suggellare lo stretto rapporto tra il regista e la sua terra ci ha pensato Riccardo Marchesini con il suo documentario “I luoghi immaginati. L’Emilia-Romagna nel cinema di Pupi Avati”, a lungo applaudito dal pubblico del Medica, ma è stato altrettanto emozionante ripercorrere la cinematografia di Avati attraverso le testimonianze degli attori che hanno lavorato con lui o che stanno lavorando proprio in questi giorni con il regista bolognese.

Tra gli ospiti della serata abbiamo incontrato Gianni Cavina (oltre una ventina di film col regista), Lino Capolicchio, Vanessa Incontrada,  Laura Morante, Luca Zingaretti, Sydne Rome, Christian De Sica. Dalla loro viva voce scoprirete cosa significa lavorare con Pupi Avati ma anche qualche aneddoto legato ai luoghi dell’Emilia Romagna dove i film sono stati girati.

Brano corrente

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