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20 Novembre 2012 | Cinema

Acciaio

Amore, lavoro e futuro incerto, nel film tratto dal romanzo d’esordio di Silvia Avallone

A cura di Enzo Chiarullo

20 novembre 2012

Amore, adolescenza, famiglia, lavoro e futuro incerto sono i temi principali di “Acciaio” il romanzo d’esordio di Silvia Avallone, giovane scrittrice biellese ormai bolognese d’adozione. 
Con “Acciaio” (edito da Rizzoli nel 2010) la scrittrice ha ricevuto numerosi premi letterari italiani tra cui il Campiello (nella sezione Opera Prima) ed è arrivata seconda al Premio Strega.  
Tradotto in 18 lingue e premiato in Francia il romanzo ha riscosso anche il consenso internazionale, ma non è stato solo il mondo letterario a vedere nel romanzo di Silvia Avallone una storia rappresentativa della nostra contemporaneità. Infatti ancora prima della prestigiosa ribalta mediatica, la casa di produzioni Palomar di Carlo degli Esposti aveva già notato il libro e acquistato i diritti per farne un lungometraggio.
La realizzazione del film è stata affidata al regista Stefano Mordini (noto per i suoi documentari e candidato a diversi premi internazionali con l’altro suo lungometraggio “Provincia Meccanica”).
Dopo un lavoro di sceneggiatura e adattamento realizzato dallo stesso Mordini con Giulia Calenda (e con la supervisione dell’autrice che ha apprezzato il film sin dalla presentazione all’ultima Mostra del Cinema di Venezia continuando a rivederlo con passione) “Acciaio” esce nelle sale proprio in questi giorni di metà novembre e si confronta al botteghino con il meglio della programmazione autunnale. 

In occasione della prima bolognese abbiamo incontrato Silvia Avallone e Stefano Mordini, raccogliendo le loro voci per un commento “d’autore”  su un brillante caso di adattamento cinematografico di un successo editoriale italiano che si misura con argomenti di stretta attualità internazionale, tipicamente “globali” e condivisi da molte persone che vivono nei contesti economici di crisi e recessione di diversi Paesi.

“… Di quà l’acciaieria che lavora a ciclo continuo ventiquattro ore al giorno e non si ferma mai. Di là l’isola d’Elba, un paradiso sognato e irraggiungibile di famiglie felici. In mezzo, in riva alla loro spiaggia segreta, nè di qua nè di là, Anna e Francesca… piccole ma già grandi che vivono la loro ultima estate di innocenza dopo il liceo. Essere belle e crescere in una periferia operaia è difficile e l’unico modo per farcela è rimanere insieme, unite da un’amicizia esclusiva e potente quanto l’amore. Lo stesso amore che tiene in piedi Alessio, fratello di Anna, operaio nel DNA e che si ostina a credere nei valori del lavoro in fabbrica che ti dà pochi soldi certo, ma ti fa andare a letto sporco di un sudore pulito. Alessio potrebbe avere tutte le ragazze del paese ma si ostina a pensare all’unica che ha perduto. E un giorno l’amore arriva, potente e inaspettato per tutti, e la vita prende un’accelerata improvvisa finchè si incrina, sanguina e si spezza. Dietro al mondo dei ragazzi vivono in lontananza arresi e crudeli, i genitori: modelli a cui i figli giurano, nel bene e nel male, di non assomigliare mai. Sopra ad ognuno di loro, genitori e figli, la violenza del ciclo dell’acciaio che qualsiasi cosa accada non si può fermare mai…”.

Brano corrente

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