8 giugno 2011
Siamo stati al 29esimo Bellaria Film Festival, la rassegna di documentari e cortometraggi indipendenti che ogni anno raduna nel comune di Bellaria-Igea Marina gli operatori del settore, ma che rappresenta un importante veicolo promozionale del genere documentario anche nei confronti di un pubblico che normalmente non seguirebbe questo tipo di produzione o che non si accontenta dei piccoli spazi ricavati faticosamente nei palinsesti televisivi. La formula scelta dal festival è infatti quella di aprire le porte anche al pubblico non accreditato per fare in modo che importanti film della produzione nazionale e internazionale possano essere visti e apprezzati, e per creare occasioni d’incontro con giovani appassionati registi.
Parliamo di questa edizione 2011 (conclusa domenica 5 giugno) con il neo-direttore artistico Fabio Toncelli, poi sentiremo le voci di alcuni protagonisti delle varie sezioni della rassegna: il regista Gianfranco Pannone che ha presentato “Che storia…” un documentario di 78 minuti sulla storia d’Italia ma che ha tenuto anche un workshop proprio sul documentario storico; Michelangelo Frammartino, il regista del film cult Le Quattro Volte (pluripremiato anche all’estero); e Tommaso Valente, animatore di un workshop dedicato alla stereoscopia e alle riprese in 3D nelle produzioni low-budget.
Interviste
Tra le novità di questa edizione segnaliamo la fortunata partnership con la trasmissione di Rai Radiodue “Il Ruggito del Coniglio”, straordinario veicolo promozionale per il festival e catalizzatore di video-autoprodotti sul tema La prima ora dopo il risveglio. Riteniamo molto interessante questo collegamento tra differenti media che ha consentito di allargare il programma anche alle esperienze di documentario radiofonico.
La nuova formula del festival, messa a punto da Toncelli e dalla sua squadra, risulta particolarmente efficace per il raggiungimento dell’articolato obiettivo di avere un programma di proiezioni di alto livello, di attirare gli addetti ai lavori, di coinvolgere il contesto turistico-ricettivo della cittadina romagnola e di promuovere un genere che, tra alti e bassi, incontra sempre l’interesse del pubblico poiché riesce a raccontare e documentare la realtà meglio e – con la complicità delle nuove tecnologie digitali – con più flessibilità di qualsiasi altro genere di racconto audiovisivo.