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23 Giugno 2011 | Cinema

Biografilm 2011 all’insegna del rosa. Shocking e impegnato.

Elsa Shiapparelli, Marisa Berenson e Bibi Russel: tre vite speciali

A cura di Piera Raimondi

23 giugno 2011

Biografilm Festival 2011 è tornato indietro nel tempo fino all’inizio del futuro come lo conosciamo oggi, è tornato cioè agli anni ’80 quando ebbero inizio la globalizzazione, gli esordi della rivoluzione digitale, l’attenzione all’ambiente e all’ecologia, ma anche la società dell’immagine in cui la moda si struttura come un sistema.
Il momento storico preciso tra l’85 e l’86, quando questi temi hanno cominciato  ad avere una forma più definita, è quello individuato dal Festival bolognese per raccontare questo snodo attraverso biografie eccezionali e lo ha fatto in questa settima edizione con oltre 200 tra ospiti, eventi, focus, libri e naturalmente film. Lo ha fatto anche con il manifesto,  una famosa polaroid scattata da Maripol, la stylist che ha creato  l’immagine di grandi artisti della New York anni ’80 come Madonna, Grace Jones, Keith Haring, Basquiat. La foto infatti ritrae una signora Ciccone con il look romantico-borchiato ideato da Maripol che la lancerà nel firmamento delle star internazionali.

Per orientarci nella  fittissima agenda di appuntamenti del Festival dedicato alla celebrazione delle vite, abbiamo scelto quest’anno di seguire un filo rosa, shocking e di seta. A partire dal Focus dedicato in apertura di Biografilm a Elsa Schiapparelli, una delle più istrioniche e geniali creatrici di abiti che con le sue invenzioni ha lasciato un’impronta indelebile anche nelle generazioni a venire. Lo zainetto panda di Moschino, il suo abito tricolore, gli angeli di Fiorucci, le borse a forma di telefono, gli abiti di pvc trasparente, le cerniere usate come elementi decorativi, le spalline esagerate negli abiti da donna, tutto quello che per noi è irrimediabilmente anni 80 non sarebbe esistito, senza la cultura pop certo, ma anche senza le creazioni di Schiap, che aprì il suo primo atelier nel 1927 a Parigi. Un’aragosta sul vestito, i cappelli a forma di scarpa, una giacca con tasche a forma di cassetto, gli abiti con il disegno dello scheletro, i tessuti a stampa di carta di giornale, l’invenzione di un nuovo colore: il rosa shocking appunto,  hanno rivoluzionato la moda nei primi decenni del XX secolo mettendo sul tavolo nuove carte: provocazione e sensualità, gioco ed eleganza, calcolata aggressività e divertissement seduttivo. Le collaborazioni con artisti del calibro di Salvador Dalì, Jean Cocteau e Alberto Giacometti hanno fatto il resto. La vita di Elsa Schiaparelli è anche un formidabile esempio di self-made woman nella Parigi a cavallo delle due guerre mondiali. La colta artista finì per soggiogare col suo gusto persino Hollywood, innescando una rivalità leggendaria con l’inventrice del bon ton, Coco Chanel.  

A Elsa, in occasione del Biografilm, è stata dedicata una camera dell’hotel Al Cappello Rosso di Bologna, la Shock in Pink Room 202. Al focus dedicato alla eccezionale vita di Schiapparelli e alla sua esplosiva fantasia, in cui è stata presentata Shocking Life,  autobiografia edita recentemente in italiano, era presente Marisa Berenson, nipote di Elsa Schiaparelli.  L’attrice e modella, musa di Kubrick e di Visconti, vera e propria icona di stile, ha racconto il lato più privato della stilista italo-francese e ha presentato la sua autobiografia Momenti Intimi,  250 pagine che, in ordine alfabetico, ripercorrono le passioni, gli  incontri e gli eventi della la sua esistenza. Un’altra vita eccezionale, segnata nel 2001 dalla perdita della sorella nell’attentato alle due torri.

Marisa Berenson racconta

Intervista a Marisa Berenson

Ecco che ritorna il nostro filo rosa shocking e ci porta all’India, a Soniya Kirpalani e al suo film Silken Synergy  che ha aperto il Festival. Un toccante e profondo biopic su Bibi Russell e il suo lavoro.

Madrina della settima edizione di Biografilm, Bibi Russel è Ambasciatrice della Pace dell’Unesco e Artista per la Pace dell’Unesco. Nata in Bangladesh, ha studiato moda a Londra e ha lavorato come modella per Vogue, Cosmopolitan e Harper’s Bazaar e per Yves Saint Laurent, Kenzo, Karl Lagerfeld e Giorgio Armani raggiungendo una grande notorietà tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80. Quando come lei stessa ha raccontato, si sente sufficientemente forte, torna in Bangladesh, con un progetto: emancipare il suo Paese dalla povertà. Lo farà attraverso quello che conosce meglio, il mondo della moda, diventa imprenditrice fonda la Bibi Productions e sposa la causa umanitaria dei tessitori del Bangladesh. Con il suo lavoro, fatto quotidianamente nei villaggi del Bangladesh e dell’India Bibi Russell ha dato l’opportunità a migliaia di tessitori e artigiani, a moltissime donne e bambini di mettere in pratica le loro notevoli capacità e l’infinito talento del loro antico mestiere, con lo scopo di avviarli alla sopravvivenza economica per eliminare la povertà e restituire loro la dignità umana. A lei abbiamo chiesto come ha maturato questa scelta.

Intervista a Bibi Russel

Con grande coraggio e senso di realtà, al di là di quello che noi intendiamo come politicamente corretto, Soniya Kirpalani e Bibi Russel hanno mostrato nel film come anche i bambini lavorano nella produzione, per arrivare a possedere un mestiere che li renda uomini liberi.

Brano corrente

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