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28 Giugno 2013 | Cinema

Cinema Ritrovato

Il paradiso dei cinefili è a Bologna

A cura di Enzo Chiarullo

28 giugno 2013

Il Cinema Ritrovato è un appuntamento tra Bologna e il mondo, che conduce gli amanti del cinema in un lungo viaggio tra film e autori del Novecento, tra innovazioni d’ogni tempo e vette di classicità, tra immagini in bianco e nero, a colori, colorate a mano, sonore e accompagnate da musicisti live… Una fantastica macchina della visione, chiamata ad esplorare l’intero territorio della storia del cinema, in un programma che spazia dai grandi classici ai film ritrovati e ancora sconosciuti. Senza dimenticare preziosi restauri e accurati omaggi ai grandi cineasti. È un festival che ha l’ambizione di coniugare rigore scientifico e vocazione popolare, dedicato a tutti coloro che amano il cinema del passato. 
In occasione della presentazione della ventisettesima edizione abbiamo intervistato Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna e Mariann Lewinsky che ha curato la sezione dedicata al cinema nel 1913.

Vedi il programma completo su www.cinetecadibologna.it

Presentazione:
Nell’epoca di un passaggio delicato e cruciale per la storia del cinema, che vede il progressivo tramonto della pellicola e l’affermarsi dei supporti digitali, la più classica sezione del Cinema Ritrovato riflette e lavora su entrambe le modalità di restauro e di visione. I migliori restauri digitali e in pellicola realizzati nel corso dell’ultimo anno (molti negli ultimissimi mesi) da istituzioni pubbliche e private verranno mostrati nelle serate di Piazza Maggiore o sul grande schermo del Cinema Arlecchino. Restauri che restituiscono significati perduti ai film: uno straordinario punto d’osservazione tecnologico che è anche un percorso mozzafiato nella storia del cinema.
Il restauro dei nove film muti di Alfred Hitchcock è uno dei progetti più importanti e complessi intrapresi dal BFI National Archive. Il Cinema Ritrovato sarà il primo festival a presentarli tutti insieme nel formato originale 35mm. Titoli, fra i quali The Pleasure Garden a lungo considerato perduto, che si spingono oltre i codici della pura suspense, e già rivelano appieno il genio che rese Hitchcock, non ancora trentenne, il più importante regista britannico dei suoi tempi.
Dopo von Sternberg, Capra, Ford, Hawks e Walsh, la grande retrospettiva di questa edizione sarà dedicata ad Allan Dwan. Una lunga carriera americana, che ha inizio nel 1911 (l’epoca di Griffith e Ince) e si chiude nel 1961 con quattrocento film (ma alcune fonti ne citano oltre millequattrocento!) che spaziano tra tutti i generi e le innovazioni tecniche. La rassegna presenta alcune delle primissime e più rare pellicole (finalmente restaurate), i successi anni Venti costruiti intorno a Douglas Fairbanks (The Iron Mask) o Gloria Swanson (Manhandled), titoli degli anni Trenta e Quaranta in equilibrio tra grande spettacolo e intimismo, e uno dei migliori film antimaccartisti (Silver Lode). Da riscoprire lo straordinario ultimo film di Dwan, Most Dangerous Man Alive.
Una nuova sezione che esplora il corso impetuoso e sommerso del cinema indipendente, che in ogni parte del mondo ha sperimentato linguaggi al di fuori del mainstream. Tra Occidente e Oriente, tra anni Cinquanta e Settanta, questa edizione 2013 presenta autori e film che saranno autentiche scoperte, da Marc Scialom ad Afrique 50, ovvero ciò che rimane del film più censurato del cinema francese, sui genocidi consumati nelle colonie africane. Appartengono naturalmente a questa sezione i film come ogni anno restaurati e presentati dalla World Cinema Foundation di Martin Scorsese.
Poi omaggi a De Sica, a Charlie Chaplin, al cinema russo, al cinema giapponese, alla stereoscopia delle origini… indietro fino al 1913, grandissima annata per il cinema. L’esplorazione del cinema di ‘cento anni fa’ prosegue con una ricca selezione di film di vario metraggio (da uno a centocinquanta minuti), di temi e di generi, dal film diva (con il nuovo restauro di Ma l’amor mio non muore), al kolossal storico-mitologico (Spartaco, lo schiavo di Tracia). Programmi speciali saranno dedicati al pubblico e agli spettacoli d’epoca, con riflessioni sui rapporti tra memoria, commemorazione e rappresentazione del passato.
Tra le chicche più curiose segnaliamo infine una serie dedicata al grande attore della commedia americana Jerry Lewis: Bonjour Mr Lewis, sei parti di cinquanta minuti l’una, proiettate lungo la settimana del festival, per un capolavoro (quasi) sconosciuto tra i film d’archivio, realizzato nel 1982 dallo storico e cineasta francese Robert Benayoun. L’accesso ai ricchissimi e ordinati archivi personali di Jerry Lewis, filtrato dalla rabdomantica sensibilità di Benayoun, ha prodotto un film-miniera di sequenze, rari numeri televisivi, backstage, interviste: viaggio appassionante nella carriera di un gigante del cinema americano, total filmmaker (regista, sceneggiatore, coreografo, produttore e superstar), genio dello spazio fisico, indiscusso king of comedy.

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