2 ottobre 2009
È il 1957, la cagnetta Laika è stata appena mandata nello spazio dai sovietici, Luciana ha nove anni e sul più bello scappa dalla cerimonia della Prima Comunione: “io là non ci torno perché sono comunista!”… Comincia così questo particolare racconto per immagini che intreccia la storia politica italiana a cavallo tra la fine degli anni ’50 e primi anni ’60 con i grandi eventi internazionali.
In questo contesto si dipanano le storie di una famiglia dove Luciana (Miriana Raschillà) vive i tormenti adolescenziali, incrociandoli con le vicende dello strano fratello Arturo (Pietro del Giudice), nel ricordo di un padre (prematuramente scomparso) che fu “un vero comunista”, di una madre che arranca nell’Italia del boom economico (Claudia Pandolfi), di un patrigno concentrato sui beni materiali di cui però si scoprirà anche il lato umano (Sergio Rubini).
Grazie ad un montaggio che alla ricerca di costumi, accessori, luci e ambientazioni, integra documenti cine-televisivi originali sovietici delle prime esplorazioni spaziali, Cosmonauta ci trasporta in una dimensione passata e dimenticata, in piena Guerra Fredda e negli anni in cui i comunisti italiani rappresentavano una realtà consistente. Chi ha vissuto quegli anni e sa come poi è andata a finire troverà molti appigli per un tenero ricordo, chi invece – come la giovane regista – non era ancora nato, apprezzerà la ricostruzione delle atmosfere viste attraverso le avventure di una ragazzina, e per qualche istante crederà davvero che la storia avrebbe potuto avere uno sviluppo differente.
Molto interessante la colonna sonora che ci riporta in quegli anni attraverso le hit dell’epoca (Cuore Matto, Nessuno mi può giudicare,Io che amo solo te ecc…) ma, grazie agli arrangiamenti di Max Casacci dei Subsonica e ai brani strumentali di Gatto Ciliegia, senza l’effetto nostalgia. Il film viene distribuito insieme all’originale cortometraggio Sputnik 5, realizzato sempre da Susanna Nicchiarelli, e che vede protagonisti i pupazzi animati dei primi esseri viventi mandati nello spazio dagli scienziati russi e tornati effettivamente incolumi sulla terra dopo una faticosa missione nel cosmo. Proiettato prima del film, il corto serve per accompagnare il pubblico in un’epoca molto vicina nel tempo ma inesorabilmente “passata”.
Cosmonauta è il primo film di Susanna Nicchiarelli, un’opera prima che ha però già riscosso un notevole successo di pubblico e che ha anche vinto la sezione Controcampo Italiano alla 66^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. È una produzione Fandango in collaborazione con Rai Cinema, realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Ulteriori info su www.fandango.it
Intervista a Susanna Nicchiarelli