3 settembre 2008
“Il papà di Giovanna” di Pupi Avati
E’ il ritratto di un padre “eroe” splendidamente interpretato da Silvio Orlando il filo conduttore di tutta la storia del nuovo film scritto e diretto da Pupi Avati dal titolo :Il papa di Giovanna. uno dei 4 film italiani in concorso alla mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Con questo film Pupi Avati torna ad indagare il rapporto padre-figlia, La storia ci riporta nella Bologna del 1938, dove vive molto modestamente Michele Casali, insegnante di disegno al liceo Galvani, padre di una figlia bruttina (che qui è l’attrice Alba Rohrwacher), di cui vive dolorosamente le discriminazioni subite dai compagni, e marito di una donna bellissima, interpretata da Francesca Neri, che non riesce ad aprirsi un varco nello stretto legame tra il marito e la figlia. Il padre è infatti talmente legato a Giovanna, bruttina e timida, e vuole talmente la sua felicità, da inventare tutte le mattine artifici per farla sentire attraente, arrivando perfino a comprarle un amore giovanile, in cambio di una promozione. La ragazza innamoratasi per la prima volta, mentalmente instabile, uccidera’ la sua migliore amica per gelosia e verrà rinchiusa in un ospedale psichiatrico. E’ qui che il padre diventa un eroe, perche’ si metterà contro il mondo intero per starle accanto, regredirà con lei perfino nel linguaggio tra loro nelle passeggiate divise dalla rete metallica dell’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, e poi questo padre assisterà impassibile anche all’abbandono della moglie che, incapace di reggere la situazione, si metterà insieme al suo miglior amico (interpretato da Ezio Greggio).
Una storia drammatica quindi che ci riporta anche un altro tema caro a Pupi Avati e cioè quello della scuola, di Gita scolastica e Il cuore altrove.
Ma sentiamo Silvio Orlando, l’insegnante di disegno del liceo Galvani e padre di Giovanna. Com’è stato interpretare questo ruolo di padre eroe?
Francesca Neri la sua è una madre terribile?
A Ezio Greggio chiediamo come’è stato lavorare con Pupi Avati
Sentiamo anche Pupi Avati. Bologna è lo sfondo ideale delle sue storie ma gli interni sono poi girati a Cinecittà. Com’è il rapporto con Cinecittà e con Bologna.
Sentiamo anche le impressioni di un’altra attrice bolognese Serena Grandi che nel Film è la moglie in carrozzella del migliore amico del protagonista, una donna che morirà sotto le bombe.
Ad Alba Rovacher, la figlia, Giovanna nel film, come ha interpretato questo personaggio, come si è trovata a lavorare con Pupi Avati.
Un’ultima domanda a Pupi Avati. E’ un finale buonista quello che vede la ricostruzione della famiglia?