26 gennaio 2013
Cari ascoltatori di RadioEmiliaRomagna, bentornati all’ascolto di Un po’ di… musica, la selezione musicale settimanale dall’archivio di Magazzini Sonori.
Questa settimana continuiamo a tenere gli occhi fissi al cielo, e anche se non smette di regalarci pioggia e nebbia, vogliamo provare a guardare un po’ più in là verso lo spazio profondo. In questo viaggio intergalattico ci guidano, come di consueto, i nostri artisti emiliano-romagnoli, che non finiscono mai di stupirci per l’incredibile quantità di buona musica che si riversa di continuo nel nostro portale.
Si comincia con gli Absolut Red, band indie rock attiva dal 2009, che proprio lo scorso 5 gennaio ha esordito sul prestigioso palco del Covo Club di Bologna, presentando le tracce del primo album “A Supposedly Fun Thing We’ll Probably Do Again”. Fra i brani che hanno proposto nella loro FreeZone, abbiamo scelto A Love Story From Outer Space.
A Love Story From Outer Space – Absolut Red
Questa era A Love Story From Outer Space degli Absolut Red, e con loro ci siamo imbarcati nella nostra personale esplorazione della galassia di Andromeda. Tutto è pace, la forza di gravità si fa via via più labile, e la Terra vista dall’oblò di un’astronave sembra bellissima, un patrimonio di oceani e ghiacci da conservare intatto. Proseguiamo nei nostri ascolti con Un segno nello spazio del compositore contemporaneo Marco Stroppa: grazie a lui sentiamo il suono dell’universo in espansione.
Un segno nello spazio: I. L’apogeo dei segni (M. Stroppa) – Quartetto Manderling
Con Marco Stroppa e la sua composizione Un segno nello spazio, eseguita dal Quartetto Manderling, ci siamo immersi in un’atmosfera completamente nuova, dove le dissonanze creano un’armonia mai udita. Tantissime sono le pellicole cinematografiche che del viaggio spaziale hanno fatto un’esplorazione della natura umana e dei suoi limiti. “Ho visto cose che voi umani non potete immaginare” diceva l’androide di Blade Runner poco prima che il suo tempo terminasse, ma forse fra le immagini più vive nella memoria di tutti c’è la lunga sequenza dell’astronave che attracca a tempo di valzer nel capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio. Per rendere omaggio a quel film meraviglioso, ascoltiamo insieme un altro tipo di valzer: a voi Antonio Gramentieri e il suo Flexible Waltz.
Flexible Waltz – Antonio Gramentieri
Dopo le interferenze e le diffrazioni della chitarra di Antonio Gramentieri in Flexible Waltz, ci godiamo tutta la carica di un po’ di rock progressivo. Loro sono i ProPheXy e in tema con la puntata di oggi si chiedono, nel brano che stiamo per ascoltare, C’è Vite sulla luna?
C’è Vite sulla Luna? – ProPheXy
Con echi dichiarati dai Pink Floyd si chiude questa C’è Vite sulla Luna dei ProPheXy, esperienza lisergica per gli amanti del progressive. Ci avviamo verso la conclusione del nostro viaggio interstellare su toni decisamente più tranquilli, con un big del jazz internazionale. Vi proponiamo infatti un brano dall’ultimo album di Kyle Eastwood, presentato a Vignola nel corso dell’unica data italiana del suo tour mondiale. Sulle note di Cosmo vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Un po’ di… musica da Magazzini Sonori.
Cosmo – Kyle Eastwood