25 gennaio 2014
Cari ascoltatori di RadioEmiliaRomagna, bentornati all’ascolto di Un po’ di… musica, la selezione musicale settimanale dall’archivio di Magazzini Sonori.
Il prossimo 27 gennaio si celebra come di consueto la Giornata internazionale della Memoria, dedicata al ricordo delle vittime della Shoah. Tante le iniziative sul territorio, per commemorare la barbarie dell’Olocausto e riflettere sui tanti focolai bellici, sulle tante occasioni mancate di dialogo che vediamo quotidianamente sui notiziari. Anche noi vogliamo rendere omaggio alla memoria in musica, lasciandoci ispirare dai nostri artisti emiliano-romagnoli.
Si comincia da Modena, per la precisione dalla sala del Teatro Comunale intitolato alla memoria del grande Luciano Pavarotti, dove l’ensemble I Virtuosi Italiani ha proposto al pubblico, nel gennaio 2012, un concerto “per non dimenticare”. Alberto Martini era primo violino concertatore, Leonardo Sapere era violoncello solista in questo Adagio su melodie ebraiche di Max Bruch.
Adagio su melodie ebraiche op.47 “Kol Nidrei” (M. Bruch) – I Virtuosi Italiani
Questo era un Adagio su melodie ebraiche di Max Bruch nell’esecuzione dell’ensemble I Virtuosi Italiani, ad aprire una raccolta tutta dedicata alla riflessione in occasione della Giornata della Memoria. E dopo queste variazioni su temi della tradizione ebraica del VII-VIII secolo che hanno reso celebre il compositore tedesco Max Bruch, restiamo nel folklore con la musica di Paolo Buconi. Violinista, compositore, cantante, Buconi è soprattutto esperto di klezmer, un genere che nasce nell’Europa dell’Est in seno alle comunità ebraiche, e che esprime tutta la gioiosa malinconia della vita. Dal repertorio di Paolo Buconi proponiamo un brano in cui il klezmer si contamina con uno stile completamente diverso, grazie al pianoforte di Ale Mostacci. A voi Klezrag.
Klezrag – Paolo Buconi, Ale Mostacci
Fra klezmer e ragtime, questo era Paolo Buconi con la sua Klezrag. Proseguiamo con le atmosfere mediterranee del gruppo folk Marcabrù. Strumenti e tradizioni si intersecano e trovano il modo di dialogare in questa loro Palestina.
Palestina – Marcabrù
Dopo Palestina dei Marcabrù, ci prendiamo il tempo di ricordare come si deve un grandissimo nome della musica italiana, scomparso a Bologna pochi giorni fa. Parliamo naturalmente di Claudio Abbado, che dopo una carriera esemplare all’insegna della passione per la musica, dalla Direzione della Scala alla direzione dei Berliner Philarmoniker, aveva scelto di dedicare gli ultimi anni alla formazione dei più giovani. Nei primi anni 2000, a Cuba e in Venezuela, Abbado lavora infatti alla creazione di orchestre giovanili, persuaso che la musica non sia solo intrattenimento delle élites ma strumento di emancipazione culturale e sociale per tutti.
Scriveva Claudio Abbado: “La musica è necessaria al vivere civile dell’uomo, perché si basa sull’ascolto, che è un elemento imprescindibile, anche se quasi sempre trascurato. La musica è necessaria alla vita, può cambiarla, migliorarla e in alcuni casi può addirittura salvarla”. Grazie a Claudio Abbado nasce a Bologna l’Accademia dell’Orchestra Mozart, incubatrice di nuovi talenti che ascoltiamo qui in una registrazione dell’aprile 2009. A voi il secondo movimento “Adagio cantabile con moto” dal Sestetto per archi op.70 di Cajkovskij.
Sestetto per archi op.70 “Souvenir de Florence”: II. Adagio cantabile con moto (P.I. Cajkovskij) – Accademia dell’Orchestra Mozart
Con Cajkovskij e l’Accademia dell’Orchestra Mozart ci avviciniamo alla conclusione della playlist di questa settimana. Vogliamo terminare con un po’ di jazz grazie all’Alessandro Olivieri Trio. Con My favourite things vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Un po’ di… musica da Magazzini Sonori.
My favourite things (R. Rodgers, O. Hammerstein) – Alessandro Olivieri Trio