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11 Novembre 2013 | Cinema

Zoran, il mio nipote scemo

Il piccolo-grande film del momento: una storia di umanità etilica, per ridere e pensare

A cura di Enzo Chiarullo

11 novembre 2013

Ci sono piccoli film che non cambiano di una virgola la storia del cinema in grado però di mettere in evidenza come, anche senza grandi investimenti, sia possibile raccontare storie in grado di appassionare il grande pubblico. Raramente questo accade oggi con il cinema italiano ma, quando ci riusciamo, vale la pena parlarne un po’.

Per questo motivo siamo andati alla prima bolognese di uno di questi piccoli film, nel tentativo di comprendere insieme agli autori e ai protagonisti di “Zoran, il mio nipote scemo” quale sia l’ingrediente che consente a prodotti come questo di convivere nelle sale accanto a produzioni ad alto budget, convincendo sia critica che pubblico.

Il film “Zoran, il mio nipote scemo” è una coproduzione italo-slovena, in cui – sotto forma di commedia ma con uno stile che si ispira a Ken Loach – si raccontano le giornate etiliche di Paolo Bressan (interpretato da Giuseppe Battiston), un quarantenne alla deriva cinico e misantropo, impiegato controvoglia in una mensa per anziani con la vaga idea di riconquistare la ex-moglie e con una ben più precisa dedizione alle osterie.  La sua vita cambia bruscamente con l’entrata in scena di Zoran (Rok Prašnicar per la prima volta sullo schermo) un quindicenne occhialuto lasciatogli in “eredità” da una lontana parente slovena, che parla in modo strano e sembra anche un po’ ritardato. Scopre così di essere zio e la cosa lo disgusta, ricredendosi solo quando si accorge che suo nipote Zoran  è un vero fenomeno a lanciare le freccette e quindi uno strumento per fare soldi e per poter dare una svolta alla sua etilica esistenza.  Ci riuscirà? Una cosa è certa: Paolo s’è svegliato da un letargo che durava da sempre e ha iniziato a inseguire un riscatto personale…
In questo film si ride e ci si commuove ma soprattutto ci sono molti spunti di riflessione sulle miserie umane e sulle cose importanti della vita.
Con Matteo Oleotto (regista friulano), Marco Pettenello (co-sceneggiatore bolognese d’adozione) e con Giuseppe Battiston (pluripremiato attore friulano) abbiamo provato a meglio comprendere l’alchimia vincente di questo piccolo-grande film di cui vi consigliamo certamente la visione…

Intanto, buon ascolto da Enzo Chiarullo

www.zoran.tv

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