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BOLDINI E IL DEFILE’ DE LA BELLE EPOQUE

Cari ascoltatori,

oggi siamo a Palazzo dei Diamanti di Ferrara per visitare insieme la mostra “Boldini e la moda” in corso fino al 2 giugno. E vi chiedo subito con un la fantasia di seguirmi a Parigi. Siamo nel 1909 al Bois de Boulogne, decine di coppie appartenenti alla nobiltà e all’alta borghesia si apprestano alla rituale passeggiata del giorno festivo: le donne, elegantissime, avanzano come regine in compagnia di uomini in abito scuro. Ci si scruta, ci si osserva. Se potessimo annusare sentiremmo nell’aria il profumo di gran moda realizzato in quegli anni dallo stilista Paul Poiret il cui nome, evocativo, è “Avenue du Bois”. Un omaggio a quello che oggi definiremmo “lo struscio”. Improvvisamente, tra la folla, un’apparizione. E’ Rita Hernandez de Alba de Acosta, appartenente all’alta società statunitense, accompagnata dal secondo marito Philip Lydig. La coppia soggiorna, come d’abitudine, nell’albergo più chic di Parigi, il Ritz. Il loro arrivo è stato preceduto da ben 40 bauli di Vuitton pieni di scarpe ed abiti. E ancora oggi la vediamo Madame Rita Lydig,  in uno dei 120 dipinti presenti nelle sale di Palazzo dei Diamanti. Sembra una regina che ieratica avanza. E’stato Boldini a ritrarla e tutti al salon del 1909 faranno  la fila per ammirare il quadro. Nella stessa sala di palazzo dei Diamanti un’altra “divina”, grande rivale della Lydig. Parliamo dell’eccentrica marchesa Luisa Casati, musa e amante di D’Annunzio. Si dichiara la nuova Contessa di Castiglione e Boldini la ritrae nel 1911 completamente avvolta da piume di pavone. Ma di “divine” ne vediamo tante in mostra. Le signore della Belle Epoque fanno a gara per essere ritratte dal maestro, a cui lasciano decidere la posa e l’abito, spesso bianco, oppure completamente nero, colori che esaltano i virtuosismi dell’artista. Tutte sono alla ricerca della “Pariginità”, ovvero di “qualche cosa come lo stato nello stato dell’Eleganza” scriverà il dandy per eccellenza, il conte Robert de Montesquiou, protagonista della “Recherche” di Proust, che Boldini ritrae in un celebre dipinto del Musée d’Orsay presente qui a Ferrara. Il conte adora Boldini e lo omaggia in un testo dal titolo “I pittori della donna” in apertura del primo numero di una rivista mensile che potremmo definire l’antesignana di “Vogue” o “Vanity Fair”, ovvero “Les Modes”, illustrata proprio con i ritratti di Boldini alle dame dell’alta società.

Ma in mostra a Ferrara non c’è solo l’opera di Boldini e vi invito ad ammirare, ad esempio,  la modernità della giovane donna ritratta da Giuseppe De Nittis nel dipinto dal titolo “Ritorno dalle corse” del 1878. Siamo sempre a Parigi e Mademoiselle è ritratta alla moda,  fasciata in un cappotto nero in una composizione che ha un taglio che oggi definiremmo fotografico. Anche la moda maschile è di scena in mostra nei ritratti di De Nittis, Degas, e dello stesso Boldini. Protagonista è l’abito nero, di cui cantò le lodi il poeta Baudelaire definendolo "la sublime uniforme del Dandy". In mostra a Ferrara ci sono anche tantissimi abiti e accessori d’epoca, oltre al meraviglioso abito “Jacqueline “ di John Galliano realizzato per la collezione Dior del 2005, messo  a confronto con la mise di Madame Max ritratta da Boldini nel 1896. A riprova che la moda cambia, sì, ma col tempo ritorna…

Tutte le informazioni sul sito www.palazzodiamanti.it

Un saluto da Carlo Tovoli!

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A cura di Carlo Tovoli