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A Bologna Costruire il Novecento

A Palazzo Fava i capolavori della pittura italiana della Collezione Giovanardi

Cari ascoltatori, oggi torniamo a palazzo Fava dove fino al 25 giugno siamo immersi nei capolavori del Novecento italiano di una collezione privata talmente importante per vent'anni ha rappresentato il nucleo principale d'arte del Novecento di uno dei musei più conosciuti d'Italia, il MART di Rovereto, ed è vincolata dal Ministero Beni Culturali.

Si tratta della collezione d'arte di Augusto e Francesca Giovanardi, che ha preso forma nella Milano dell'immediato secondo dopoguerra per arricchirsi nei trent'anni successivi grazie alla raffinata sensibilità dei due collezionisti. Augusto, forlivese di nascita e laureato a Bologna, è stato un luminare degli studi di igiene e fu l'ideatore del sistema sanitario nazionale decentrato così come lo conosciamo ancora oggi. Con la moglie, grazie alla frequentazione di alcuni importanti galleristi, fa la conoscenza dei più grandi artisti del Novecento italiano. Ha una passione per Giorgio Morandi ed è impressionante il numero di dipinti dell'artista bolognese presenti nella collezione, ben 21, avete capito bene…

Ve ne racconto uno in particolare, perché fu il protagonista della famosa esposizione futurista di un solo giorno all'Hotel Baglioni di Bologna tra il 21 e il 22 marzo 1914. E' una bellissima natura morta che sente l'influsso del cubismo, in particolare di Braque, che il maestro espose accanto alle opere di altri grandi: Severo Pozzati, Mario Bacchelli, Giacomo Vespignani, e Osvaldo Licini. Di Licini la collezione comprende 14 opere che a palazzo Fava occupano una sala intera insieme alle tele di Morandi. Il confronto non è casuale. I due si conoscono all'Accademia di Belle Arti a Bologna e diventano grandi amici. Il loro rapporto nel tempo si deteriora: Morandi il “borghese” è lontano anni luce dall'anticonformismo di Licini e dalla sua pittura, che si fa sempre più astratta. L'astrattismo sarà una delle passioni più recenti dei Giovanardi, dopo aver dedicato tanta attenzione ai diversi modi di guardare la realtà di Sironi, Carrà, Campigli, Rosai, De Pisis, Mafai e tanti altri. Sempre con passione e criterio scientifico.  Abbiamo parlato della collezione con Silvia Evangelisti, che ha curato l'esposizione bolognese e il catalogo che la accompagna:

Intervento di Silvia Evangelisti

Non perdetevi quindi l'opportunità di vedere a Bologna questa collezione. A palazzo Fava, dai soffitti dei Carracci alle pareti, rivive l'Arte con la A maiuscola. Tutte le informazioni sul sito: www.genusbononiae.it

Un saluto da Carlo Tovoli!

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A cura di Carlo Tovoli

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