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A Ferrara Carlo Bononi, tra sacro e profano

A Palazzo dei Diamanti la prima mostra monografica dedicata a uno dei grandi protagonisti della pittura del Seicento

Cari ascoltatori,

oggi vi porto a Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, dove fino al 7 gennaio 2018 è possibile ammirare l’opera di un importante esponente della pittura del Seicento, il ferrarese Carlo Bononi. Per secoli Bononi, come del resto tutto il Seicento ferrarese, è rimasto nell’ombra, offuscato dal ricordo della magica stagione rinascimentale degli Este, che si chiude con la fine del Cinquecento e l’arrivo di un’epoca tragica, segnata da pestilenze e carestie.
La fama di Bononi è legata principalmente ai grandi cicli decorativi sacri e alle pale d’altare, anche se questa mostra esplora in modo sublime la sua produzione “profana”. Ecco allora in evidenza, sui manifesti della mostra, il “Genio delle Arti” della collezione Lauro, opera che immediatamente rimanda all’Amore vincitore di Caravaggio e subito se ne distacca. Caravaggio dipinge l’amore trionfante, irridente, che vince su tutto. Bononi, in questa versione del Genio (ne esistono altre), dipinge invece un giovane alato che si rivolge allo spettatore e  offre la corona a chi vuole dedicarsi alle arti.

Di Bononi e della sua epoca abbiamo parlato con Francesca Cappelletti, che insieme a Giovanni Sassu, ha curato la mostra.

Intervista a Francesca Cappelletti

Quando Bononi morì, nel 1632, era un pittore apprezzato. Pensate che il “divino” Guido Reni lo esaltò descrivendolo come “pittore non ordinario”, di grande sapienza “nel disegno e nella forza del colorito”. Un secolo dopo attirava ancora l’attenzione dei viaggiatori del Grand Tour, da Cochin a Goethe, e di pittori come Giuseppe Maria Crespi.
E oggi siamo noi a restare ammirati di fronte al suo genio. Tante sono le possibilità di approfondimento grazie al consueto e ricchissimo calendario di iniziative intorno alla mostra che potete scoprire sul sito www.palazzodiamanti.it

Un saluto da Ferrara da Carlo Tovoli

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A cura di Carlo Tovoli

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