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Videoarte e maestri del passato: Bill Viola e Giovanni Lanfranco

A Palazzo Magnani di Reggio Emilia dialogo artistico tra un grande del passato e un maestro d'oggi

Cari ascoltatori, dopo la mostra che palazzo dei Diamanti ha dedicato al Centro Video Arte di Ferrara, che tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta è stato un laboratorio di sperimentazione di rilievo internazionale, oggi andiamo a Reggio Emilia per un incontrare un maestro della videoarte, Bill Viola, a confronto con un artista della scuola emiliana del Seicento, Giovanni Lanfranco.

L'occasione è data dall'esposizione "Eterne visioni tra presente e passato" che mette a confronto due opere straordinarie, "L'ascensione di Isotta" di Bill Viola, video del 2005 ora al Museo di Rivoli, e "Santa Maria Maddalena portata in cielo dagli angeli", opera di Giovanni Lanfranco realizzata tra il 1616 e il 1618 e oggi al Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli.

Bill Viola è considerato uno dei massimi artisti contemporanei di video art. Americano di origini italiane, non ha mai nascosto di trarre ispirazione stilistica e compositiva proprio dalle opere degli artisti italiani del Rinascimento e non solo, colpevoli anche le lunghe permanenze nel nostro paese.
Lo stesso Viola ha dichiarato, e sono le sue parole,  che "alla fine degli anni Ottanta la distanza che mi aveva separato dai vecchi maestri del passato si è completamente dissolta. Tempo e spazio, passato e presente, erano la stessa cosa. Così il mio profondo legame con la pittura italiana — nato nel periodo in cui vivevo a Firenze — è ritornato a galla come un amore perduto. Ho capito che i cosiddetti vecchi maestri non erano altro che giovani radicali. Masaccio, Michelangelo, Raffaello, erano artisti influenzati da nuove idee tecniche e scientifiche, provenienti da centri di ricerca e da università. Avevano tutti circa 20 anni quando hanno creato i primi grandi lavori. Il parallelo con l'epoca attuale delle videocamere digitali, della computer graphic, della videoarte e di internet, è indiscutibile".

Il suo video in mostra,"L'Ascensione di Isotta", presenta, attraverso un monitor al plasma di ampie proporzioni, l'immagine misteriosa di un mondo fluttuante, rischiarato soltanto da un fascio di luce, che viene improvvisamente scosso dalla presenza di un corpo femminile liberato da ogni traccia di pesantezza terrena. Come attratto da una dimensione ulteriore, il corpo ascende, lasciando dietro di sé una scia luminosa. L'opera nasce nell'ambito di un ciclo che indaga il legame tra l'amore e la morte in relazione all'opera di Richard Wagner Tristano e Isotta. La video installazione presenta pertanto il percorso di Isotta, la sua ricerca di unione con l'amato attraverso la morte. E nell'immagine ottenuta sono evidenti le tracce dell'iconografia dell'arte cristiana del Rinascimento e del manierismo.
Proprio per questo è di grande intensità il dialogo che si viene a creare dal confronto con "La Maddalena" di Lanfranco, opera di grande visionarietà e di estrema modernità. La composizione si fonda sul contrasto tra il realistico e "terreno" nudo della Santa, sorretta da putti, e il cielo dominato da forti contrasti chiaroscurali e da fredde tonalità cromatiche.

A quattro secoli di distanza tra le due opere, Isotta e Maddalena si librano davanti a noi avvolte nei panneggi delle loro vesti lasciandosi portare dove il loro destino le chiama, in un gesto di ardente accettazione che è dono d'amore. Una grande emozione a palazzo Magnani fino al 10 gennaio.

Tutte le informazioni sul sito www.palazzomagnani.it

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A cura di Carlo Tovoli

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