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20 Marzo 2009 | Archivio / Protagonisti

Nell’atelier di Luigi Serra

La riscoperta di un pittore bolognese dell’Ottocento.

A cura di Claudio Bacileri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

20 marzo 2009

Alla Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna è aperta al pubblico dal dicembre scorso e fino al 28 marzo, la mostra L’artista e l’amico. Ritorno a Luigi Serra. Opere e documenti della Raccolta di Enrico Guizzardi. L’esposizione è incentrata sulla figura e sulla vita di Luigi Serra, il più importante pittore bolognese del secondo Ottocento, autore del notissimo dipinto Irnerio che glossa le antiche leggi, esposto in Palazzo d’Accursio a Bologna, idealistica ricostruzione neomedievale del 1886 che celebra la storia municipale bolognese.
Di Serra, nato nel 1846 e scomparso a soli 42 anni, è possibile ripercorrere la breve e tormentata esistenza grazie alle memorie gelosamente custodite dall’amico Enrico Guizzardi: documenti inediti, lettere, fotografie, appunti, bozzetti, disegni, che di recente sono stati donati alla Biblioteca dell’Archiginnasio da Stefano Pezzoli, pronipote dello stesso Guizzardi. Le carte esposte introducono nuovi elementi di conoscenza sul percorso artistico di Luigi Serra dal periodo in cui era allievo del Collegio artistico Venturoli, sui soggiorni di studio e di lavoro a Firenze, Venezia, Vienna, Torino, e specialmente sul periodo trascorso dall’artista a Roma nella parte finale della sua vita.
Un capitolo importante riguarda l’esecuzione del grande sipario del Teatro Comunale di Fabriano, ultimato da Serra nel 1875, mentre nelle lettere alla madre, conservate dopo la sua morte da Guizzardi, si coglie un desiderio di affermazione artistica unito a un’alta tensione morale e a un’acuta sensibilità sociale. Il tutto nella cornice di una dimensione quotidiana, nella quale s’intrecciano rapporti familiari, d’amicizia e di lavoro con altri pittori del suo tempo. Infine, brani autentici di una esistenza breve ma intensamente vissuta per l’arte sono da considerare i tanti appunti e schizzi presenti nella mostra, magistralmente eseguiti da Serra con la sua inseparabile matita nei più diversi contesti del suo vivere quotidiano.

Stefano Pezzoli, Orlando Piraccini e Maria Grazia Bollini sono i curatori della mostra.

 

Abbiamo al telefono Stefano Pezzoli, al quale chiediamo innanzitutto di parlarci della parabola umana e artistica di Luigi Serra, riassumibile nel motto, da lui stesso usato, “Ars longa, vita brevis”.

E’ così, Pezzoli?

 

Stefano Pezzoli, parliamo dei nuovi elementi che la mostra dell’Archiginnasio ha introdotto nella conoscenza di Luigi Serra, grazie ai materiali da lei stesso donati alla Biblioteca dell’Archiginnasio.

 

Un’altra domanda, Pezzoli. Com’era la vita di un pittore bolognese dell’Ottocento? Può illustrarla ai nostri ascoltatori?

 

Negli anni romani, Serra fu anche cronista della società del tempo: scriveva infatti per alcuni giornali della capitale. Che tipo di personaggio era? Non certo un moderato, visto che lui stesso, come si apprende da una celebre caricatura, si vestiva da cospiratore.

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