10 gennaio 2012
Cari ascoltatori, andiamo a Ferrara, entriamo nel neonato Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Via Piangipane, 81), in realtà solo una parte della struttura del futuro MEIS, tre sale espositive.
E’ lì che una ventina di giorni fa, in occasione della festività ebraica di Hanukkah – la ‘Festa delle Luci’, la celebrazione più gioiosa dell’Ebraismo, che cade nei pressi della festività cristiana del Natale, è stata inaugurata una mostra dal titolo non proprio semplice Meis versione Beth[a]. All’inizio di un percorso lungo 22 secoli, progettata e curata da Raffaella M. Mortara.
L’esposizione è articolata in tre parti: Versione Beth; E’ arrivato l’ambasciatore; Italia di Luci. Dislocate sulle tre sale della palazzina, rappresentano un excursus lungo 22 secoli che testimonia la presenza degli Ebrei in Italia e che prende avvio dal significato e dall’importanza della lettera Beth all’interno dell’alfabeto e più in generale della cultura ebraica.
VERSIONE BETH, con l’esposizione di codici miniati, volumi a stampa e documenti di svariate epoche, ripercorre la storia degli ebrei in Italia, dal XIV secolo ai giorni nostri. Verranno messe in evidenza le tante forme con cui la lettera Beth è stata scritta a mano, miniata o stampata. Beth vuole, ovviamente, essere un richiamo a Bereshit – la parola con la quale ha inizio la Genesi in ebraico.
E’ ARRIVATO L’AMBASCIATORE gioca su piani differenti: l’esposizione da una parte, attraverso la riproduzione in gigantografia del trattato fra la prima ambasceria di Jehuda ha-Maccabi (Giuda Maccabeo) ed il Senato di Roma, testimonia quanto lontani nel tempo siano stati i primi contatti tra “ebrei” e “Italia (161-162 a.e.c.), mentre dall’altra, ripercorrendo le vicende di Jehuda ha-Maccabi, ricorda del grande evento di Hanukkah.
In ITALIA DI LUCI c’è la ricostruzione virtuale della nostra penisola dove si illuminano via via le città, i borghi e i villaggi in cui gli ebrei hanno vissuto nel corso di ventidue secoli. Inoltre sono esposte le Channukkiot, i tipici candelabri ebraici che vengono utilizzati per l’accensione delle luci, prestate dalle comunità per la mostra e realizzate dagli alunni e dalle alunne delle varie scuole.
Ristrutturata dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna e dal Comune di Ferrara, la palazzina che ospita il MEIS è il primo luogo fisico che, in attesa della più prestigiosa sede che sorgerà alle sue spalle, racconterà la storia e la cultura dell’ebraismo italiano con mostre, convegni e dibattiti.
Periodo di svolgimento: fino al 05/02/2012
Orario: martedì, mercoledì, giovedì e domenica: ore 10-18; venerdì ore 10-16.30. Sabato e lunedì chiuso.
Ingresso: gratuito