Nella grande rivalutazione dell’arte del Seicento a cui assistiamo in questi anni, spetta finalmente anche al bolognese Annibale Carracci (1560 – 1609), che per secoli ne è stato considerato il maggior rappresentante, l’attenzione specifica di una mostra monografica. Una mostra, che sarà allestita fino al 21 gennaio presso il Museo Civico Archeologico di Bologna e che si traferirà a Roma, la città che ha segnato la maturità dell’artista dal febbraio al giugno 2007. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Comune di Bologna con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia Romagna e la Provincia di Bologna, lo splendido allestimento, curato da Daniele Benati e Eugenio Riccòmini, vanta un prestigioso comitato scientifico che si avvale dei più autorevoli studiosi internazionali dell’opera di Annibale. E’ questa la prima esposizione dedicata esclusivamente al più giovane e più dotato dei tre fratelli Carracci, celebrato dai suoi contemporanei come il nuovo Raffaello, autore di dipinti e disegni fin da subito straordinariamente ammirati per novità di invenzione e la bellezza dell’esecuzione, dipinti che sono stati presi a a modello da generazioni di artisti e oggetto di culto già dal Seicento nelle maggiori collezioni europee. La mostra ricostruisce la carriera di Annibale Carracci, dagli anni della giovinezza a Bologna fino alla maturità a Roma, e permette di apprezzare per intero la straordinaria varietà e ricchezza della sua opera: i ricercatissimi disegni, le incisioni, la gamma eccezionalmente ampia di dipinti, dai soggetti di genere ‘basso’ alle pale d’altare, dai ritratti ai paesaggi. Intervista al Prof. Andrea Emiliani.
Nella sede bolognese essa si articolerà in otto sezioni, comprendenti materiali diversi (dipinti, disegni, incisioni), che permetteranno al pubblico più vasto di prendere conoscenza dei problemi con i quali il pittore dovette misurarsi nel corso della sua attività.
27 Novembre 2006
| Mostre
N°37-ARTI MUSICA E SPETTACOLO
La meraviglia del Carracci.