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18 Dicembre 2006 | Mostre

N°40-ARTI MUSICA E SPETTACOLO

Gli artisti emigranti della Galleria Civica di Modena.


Sono due mostre che in qualche modo toccano il tema dell’emigrazione quelle che propone a Modena la Galleria Civica. A Palazzo Santa Margherita troviamo i Giorni felici di Ugo Rondinone, artista svizzero ma di origini lucane mentre, alla Palazzina dei Giardini Pubblici sono esposte le opere di Yayoi Kusama, giapponese emigrata negli Usa.


Se nelle opere della Kusama il tema della separazione dalla propria terra non è percepibile tanto l’artista è concentrata sullo sviluppo delle sue ossessioni puntiformi nelle opere di Rondinone invece la nostalgia si tocca con mano. Già dalla prima opera esposta, cinque calchi di Olivo in resina, calchi di olivi della Basilicata come dicevamo terra d’origine di Rondinone, cinque fantasmi bianchi che allungano le loro nodose mani verso un cielo da cui nevicano piccoli pezzetti di carta. E ancora un filo di nostalgia si prova nella grande sala illuminata di rosso dove, su tutte le pareti scorrono le immagini di treni in corsa, treni che però non arrivano mai.


E’ molto bravo Rondinone a utilizzare strumenti diversi, i calchi come dicevamo ma anche specchi, catene, fotografie. E’ davvero un omaggio alla sua Matera lo splendido muro, lucido e optical che contiene le immagini invece evanescenti della meravigliosa città lucana patrimonio Unesco dell’Umanità. Da una parte il muro sintetico, perfetto, lucido e dentro invece le immagini di una città decadente, costruita nel tufo, dove le pareti si sgretolano, davvero un’opera di grande effetto ottico ed emotivo.


E la ciliegina sulla torta è lo splendido sole incatenato, una sagoma di sole ottenuto dalla disposizione di catene su uno sfondo bianco. Una grande suggestione ottenuta con il minimo materiale.


Prima di passare a raccontare invece della mostra della giapponese Kusama, una delle artiste più rappresentative del paese del sol Levante anche se, come dicevamo, molta della sua vita è stata vissuta all’estero, sottolineiamo come queste due splendide mostre di artisti contemporanei rientrino appieno nella filosofia della direttrice della Galleria Civica di Modena Angela Vettese, che è quella di percorrere le strade del nostro tempo, di raccontare dei linguaggi dell’oggi che, linguaggi ricchi e molto diversi tra loro, come ricchi e pieni di sfumature erano i linguaggi dei nostri emigrati che si arricchivano di espressioni e modi di dire, dove il dialetto piacentino sposava lo spagnolo o la cadenza romagnola accompagnava la zoppa pronuncia dell’inglese.


Lasciamo Rondinone e in un qualche modo la cultura europea per tuffarci nel mondo delle Metamorfosi di Yayoi Kusama, un universo optical, ricco di punti, circoli, piccoli esseri. Ci sono spunti davvero geniali nelle sue opere, come la scala per il paradiso, una scala al neon alle cui estremità sono posti due specchi che riflettendosi l’uno nell’altro danno un incredibile senso di profondità come se davvero la scala collegasse la terra al cielo. Suggestive le stanze a pois, grandi universi dove lo spettatore si trova completamente calato, in una dimensione molto giocosa. E’ forse questa dimensione ironica e un poco ludica la forza di Kusama e delle sue Dots obsessions.


La mostra resterà allestita fino al sette gennaio.
Per informazioni: www.comune.modena.it/galleria/


 

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