Cari ascoltatori, in questa nuova puntata dedicata alle arti vi portiamo a Forlì dove, dopo l’indiscutibile successo ottenuto dalla mostra sul Palmezzano, ha aperto la più ampia retrospettiva mai dedicata a Silvestro Lega che con Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, è stato l’indiscutibile protagonista dei Macchiaioli, quell’importante corrente della pittura italiana dell’Ottocento che ha riunito artisti di varia provenienza che trovarono a Firenze e nella campagna toscana l’ambiente più adatto per sperimentare un modo rivoluzionario di rappresentare la realtà.
Dal 14 gennaio al 24 giugno, nello splendido complesso monumentale di San Domenico, sede della Pinacoteca e dei Musei civici della città romagnola, troveranno posto tutte le opere più conosciute del grande macchiaiolo nato proprio nel forlivese, a Modigliana, nel cuore della cosiddetta “Romagna toscana”.
Accanto ai capolavori più celebrati dell’artista, la mostra proporrà una attentissima selezione di opere meno note o del tutto inedite, qui riunite grazie all’organico lavoro di preparazione coordinato da Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Giuliano Matteucci.
La scelta dei curatori è stata quella di privilegiare un percorso espositivo di assoluta qualità, offrendo il meglio del meglio dell’artista, ovvero una selezione di 60 opere che permettono al pubblico di entrare nei luoghi, nei colori, nelle passioni dell’artista.
In mostra, a dialogare con le tele del Lega vi saranno anche opere fondamentali di Fattori e Signorini, Cizeri, Banti, Borrani, Abbiati, Cecioni, Cabianca, Puccinelli e Zandomeneghi.
Del tutto originale il taglio che il Comitato Scientifico ha voluto dare all’esposizione, proponendo un raffronto tra Lega e i Macchiaioli e la pittura del Quattrocento ed in particolare con Ghirlandaio e Piero della Francesca. Questa sezione di raffronto godrà della presenza di una ventina di sublimi capolavori.
Come ci spiega Fernando Mazzocca uno dei curatori della mostra: “I capolavori e le opere meno viste, o inedite, che saranno presentate dimostreranno lo spirito inquieto dell’artista, la sua continua tensione nella ricerca che lo porterà ad esiti tra loro molto diversi nelle successive fasi nella quale si è articolata la sua lunga carriera. Dai dipinti giovanili, ancora contraddistinti da una cultura compresa tra Romanticismo e Purismo, alla maturità, dove appare straordinaria la sua capacità di confrontarsi anche nei soggetti più quotidiani con la grande tradizione del Rinascimento toscano, alla fase finale dove, con una svolta sorprendente, elabora un tipo di linguaggio molto vicino negli esiti a quello degli Impressionisti francesi, egli dimostra, ogni volta, l’originalità delle sue scelte artistiche ed esistenziali”.
Intervista al prof. Antonio Paolucci, presidente del Comitato Scientifico.
Potete trovare tutte le informazioni all’indirizzo:
www.mostrasilvestrolega.it