Reduce da un 2006 per niente avaro di gratificazioni, il turismo emiliano romagnolo si è affacciato sul nuovo anno strizzando l’occhio al mercato statunitense, corteggiando
Primo banco di prova della sua capacità di attrazione, la vetrina della Borsa internazionale del turismo di Milano, che si è svolta dal 22 al 25 febbraio. Si è trattato di un’occasione importante, per l’Azienda di promozione turistica emiliano-romagnola (Apt), per presentare una riorganizzazione del comparto capace raggiungere meglio i mercati esteri. Una prima novità del 2007, la riconferma dell’interesse degli operatori per il mercato statunitense, in particolare per quello newyorkese, anche facendo leva sul volo diretto Bologna-New York.
Per il resto, Apt si propone di consolidare il lavoro degli anni passati, che vede nella Germania e nella Russia interlocutori privilegiati. Sulla Germania, in particolare, si concentrano investimenti significativi per la promozione. Ed è proprio dal mercato tedesco che stanno arrivando segnali incoraggianti di un’inversione di tendenza, dopo un periodo di relativa freddezza nei confronti dell’offerta turistica dell’Emilia-Romagna: i tedeschi paiono nuovamente gradire le proposte che arrivano dalle Unioni di prodotto (costa, Appennino e verde, città d’arte, cultura e affari, terme, salute e benessere).
All’insegna del consolidamento e della ricerca di nuovi clienti da fidelizzare, anche la promozione sul mercato russo. E se Mosca e San Pietroburgo continuano ad essere punti di riferimento, nuovi mercati potrebbero aprirsi a Ekaterinburg e nelle città siberiane, con campagne di co-marketing portate avanti in sinergia con i tour operator russi che nei loro cataloghi propongono l’Emilia-Romagna, e che negli ultimi cinque anni hanno visto aumentare del 30 per cento il lavoro sulle destinazioni di vacanza della regione.
Tra i punti fermi, il tramonto definitivo dell’era delle campagne generaliste, a “ombrello”. Così, ci saranno solo azioni mirate: in Gran Bretagna, in Scandinavia, in Olanda, in Francia. E proprio sui mercati esteri si consumerà la sfida più importante. È qui che l’Emilia Romagna – che su 100 presenze ne incamera 80 italiane – risente maggiormente della concorrenza: l’occasione per sfidarla, il nuovo portale di e-commerce, la cui gestione sarà affidata ai privati, che dovrebbe essere pronto entro l’estate, per la prenotazione e l’acquisto via web di singole camere o pacchetti turistici.
Così, anche attraverso il web sia all’estero sia in Italia gli operatori emiliano-romagnoli potranno presentarsi con numeri che danno la misura della forza del turismo regionale: 51 milioni di presenze l’anno (41 sulla riviera). Tra gli italiani, in testa ci sono i lombardi, mentre del 20% di stranieri una quota preponderante, 40-45%, va ai tedeschi.
Ma il presidente dell’Unione di prodotto costa, Andrea Corsini: avverte guai a pensare di poter competere sui prezzi. “Noi – dice – dobbiamo puntare sulla qualità dei servizi e dell’ambiente urbano”. E a chi lamenta una crisi del balneare risponde: “Abbiamo tutte le potenzialità per superare qualche situazione di difficoltà. Gli indicatori sono confortanti, gli operatori rilevano interesse e c’è una ripresa di attenzione da parte del governo nei confronti del turismo. Noi, come Unione di costa, all’estero ci concentreremo su Germania, Francia, Est europeo e Benelux, mentre, per quanto riguarda l’Italia, lo sforzo maggiore sarà rivolto verso il Centro-Sud”. I punti di debolezza? Secondo Corsini sono i prezzi alti e in alcuni casi la difficoltà a raggiungere le nostre località. “Ci vogliono infrastrutture che però non si possono realizzare in tempi brevi, per questo le Unioni di prodotto stanno concentrando i loro sforzi sugli aeroporti e sui voli low cost. In questo senso, un’importante novità di quest’anno è il collegamento aereo Amsterdam-Rimini”.
In crescita, le città d’arte si aspettano invece buoni risultati dal volo Bologna-New York. Nel 2007 per le città d’arte si punta a rafforzare l’immagine di un circuito rinforzato dal valore aggiunto del marchio Emilia-Romagna, con la consapevolezza di non poter concorrere con città come Firenze o Venezia ma facendo leva su una qualità dell’accoglienza che comprende anche l’enogastronomia.