Priorità alla formazione continua dei lavoratori con più di 45 anni e con bassa qualificazione, sostegno al lavoro femminile, attuazione di politiche di lavoro attive e preventive, con priorità agli immigrati, all’invecchiamento attivo, al lavoro autonomo, creazione di reti tra università, centri di ricerca, mondo produttivo e istituzionale. Sono gli obiettivi specifici che
Le azioni saranno finanziate nella programmazione 2007-2013 con un totale di 806 milioni e 490 mila euro, provenienti dal FSE e da risorse nazionali, suddivisi tra i diversi assi di intervento, con una riduzione di circa il 40% rispetto alla programmazione precedente.
“Abbiamo costruito un Programma Operativo coerente con il quadro strategico europeo e con gli obiettivi di sviluppo della nostra Regione – ha dichiarato in aula l’assessore Manzini – Nella nuova programmazione le risorse assegnate vanno indirizzate al miglioramento delle competenze delle persone, sostenendo così i processi di qualità dell’occupazione e dello sviluppo produttivo”.
La strategia regionale è declinata in due ambiti, che hanno costituito la base di riferimento per elaborare le priorità degli Assi della programmazione 2007/2013:
– il primo è qualificare l’obiettivo della società della conoscenza, dando particolare attenzione ai temi dell’alta formazione, della ricerca e del trasferimento e sviluppo dell’innovazione. Ciò consentirà di garantire l’accesso e la frequenza dei cittadini a tutti i livelli del sistema dell’istruzione e della formazione, in condizioni di pari opportunità e con particolare riguardo agli strati di popolazione in situazione di svantaggio economico, sociale e culturale;
– il secondo ambito riguarda la promozione e l’accrescimento della qualità delle condizioni e delle prestazioni di lavoro, favorendo l’inserimento lavorativo delle persone in condizioni di svantaggio sul mercato del lavoro, la conciliazione tra tempi di lavoro, di vita e di cura. E ancora, si favorirà la mobilità geografica del lavoro anche per reperire adeguate competenze professionali e si agevoleranno i processi di trasformazione o riorganizzazione economica e produttiva che si traducano in un aumento occupazionale o in un miglioramento delle condizioni di lavoro e il reinserimento lavorativo delle persone interessate da processi di riorganizzazione o riconversione.
Dopo l’approvazione del Programma Operativo da parte dell’Assemblea legislativa, il Piano sarà inoltrato alla Commissione europea attraverso il Ministero dello Sviluppo economico. Si avvierà una fase di negoziato che prevede circa sei mesi di lavoro congiunto con