Questa settimana torniamo a parlare del Sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna”,seguendo i dati del quattordicesimo Rapporto sul sistema agroalimentare, promosso da Regione e Unioncamere Emilia-Romagna e realizzato dall’Istituto di Economia Agro-alimentare dell’Università Cattolica di Piacenza.
Ne parliamo con l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. Assessore qual è lo stato del nostro sistema agroalimentare?
Intervista assessore Tiberio Rabboni
Per quanto riguarda i fattori produttivi risulta buona la dotazione del credito agrario, pari a 3.799 milioni di euro, l’11,4% del dato nazionale complessivo. Il credito a breve termine corrisponde al 38,9% del totale, mentre la restante parte riguarda in prestiti con durata superiore ai 18 mesi. Una conferma questa che il credito agrario in Emilia-Romagna è rivolto prevalentemente al sostegno dei processi innovativi delle imprese.
Le quotazioni dei terreni agricoli, pur mantenendosi su valori sostenuti, sono state contrassegnate da un rallentamento della tendenza al rialzo che ha caratterizzato l’ultimo decennio. I valori comunque elevati di questi beni e la bassa mobilità fondiaria continuano a favorire il ricorso all’affitto, con canoni in ulteriore riduzione.
Per quanto riguarda il lavoro, l’ulteriore flessione dell’occupazione agricola (-1,2%) ha riguardato unicamente il lavoro autonomo (da
Il rapporto prende in esame poi l’industria alimentare.I n Emilia-Romagna è aumentata nel 2006 la produzione dell’industria manifatturiera alimentare del 2,3%, un risultato che torna ad essere pienamente positivo dopo ben cinque anni di costanti contrazioni e che appare nettamente superiore al +1,5% rilevato a livello nazionale. Il fatturato dell’industria alimentare regionale, caratterizzato da variazioni positive per tutti i dodici mesi, conclude l’anno con un +1,23%. La quota delle imprese che operano sui mercati esteri è cresciuta dal 14,2% al 19,75%.
Infine sul fronte dei consumi l’Emilia-Romagna è una delle Regioni con, in assoluto, i livelli più alti di spesa (2.776 euro mensili per famiglia, 377 euro in più della media nazionale); il 2006 mostra una contrazione dell’1,3%, in linea con il dato nazionale.
Inferiori al dato medio nazionale continuano a essere i consumi alimentari, pari a 442 euro mensili (il15,9% della spesa complessiva).Analizzando questa quota di spesa, si nota nel 2006 uno spostamento verso il consumo di cereali (il 16,3% del totale) e di carne (il 22,6%) e una diminuzione del consumo di frutta e verdura (il 16,7% del totale).