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9 Luglio 2007 | Archivio / Economia

N°68-PARLANDO DI ECONOMIA

Miele: approvato il programma triennale 2008-2010. Oltre 2 milioni di euro le risorse previste.

Oltre 2,1 milioni di euro per gli apicoltori dell’Emilia-Romagna. A tanto ammontano le risorse previste, per il triennio 2008-2010,  dal Programma regionale triennale  approvato  dall’Assemblea legislativa. L’obiettivo è favorire lo sviluppo e il miglioramento, anche qualitativo, dei prodotti dell’alveare su tutto il territorio regionale , nel rispetto  dell’ambiente e della salute dei consumatori. 


L’Emilia-Romagna è  una delle regioni italiane in cui l’apicoltura di qualità è più sviluppata. Qui operano circa  10 mila apicoltori e  hanno sede l’Istituto nazionale di apicoltura, l’Osservatorio  nazionale della produzione e del mercato del miele, il CONAPI, cioè il Consorzio  di apicoltori  e produttori  biologici. Inoltre  i migliori selezionatori  e allevatori di api regine  del mondo operano in Emilia-Romagna.


Ne parliamo con l’assessore Tiberio Rabboni
Intervista assessore Rabboni
 


“Siamo convinti tuttavia che esistano ampi  margini di miglioramento – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni  – perciò con questo programma   puntiamo a privilegiare  interventi in grado di migliorare ulteriormente la professionalità  degli operatori e la qualità dei prodotti,  a consolidare la filiera, a sostenere i giovani.  Sono cresciute anche le risorse, che passano dai 450 mila euro per anno del programma precedente  a 700 mila euro  annui. Gli apicoltori emiliano-romagnoli hanno dunque un’ottima possibilità per lo sviluppo del comparto”:


Le risorse saranno in particolare destinate  all’assistenza tecnica, alla formazione professionale , alla lotta contro la Varroasi, un parassita in grado di distruggere completamente gli alveari colpiti, alla razionalizzazione del “nomadismo”, al sostegno  dei laboratori di analisi e alla realizzazione di un programma di ricerca, svolto  dall’Istituto nazionale di apicoltura di Bologna, e finalizzato al miglioramento della qualità dei mieli.


Le risorse sono destinate in via prioritaria agli imprenditori del settore  al di sotto dei 40 anni, a quanti operano  seguendo il metodo biologico o di produzione integrata e – infine – a coloro  che producono nel rispetto delle indicazioni dei regolamenti comunitari sulle “specialità tradizionali”  e sulle “denominazioni di origine”.


Il bando  per la presentazione delle domande è previsto entro l’estate, dopo il via libera della Unione europea.  Per quanto riguarda le aziende,   i contributi potranno arrivare fino ad un massimo del 60% e saranno relativi – tra l’altro – all’acquisto di arnie  antivarroa e ad attrezzature per il nomadismo.


A cura di Cinzia Leoni

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