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24 Settembre 2007 | Archivio / Economia

N°76-PARLANDO DI ECONOMIA

Emilia-Romagna: crescono gli investimenti diretti esteri.


Parliamo oggi di investimenti all’estero. Secondo l’ultima rilevazione si sono registrate in Emilia-Romagna quasi 800 imprese che hanno effettuato investimenti all’estero con partecipazioni in 2.289 imprese estere, pari ad oltre 100.000 dipendenti e più di 19.000 milioni di euro di fatturato. Del Primo rapporto sull’export e sull’internazionalizzazione dell’Emilia-Romagna nel corso del Forum dell’export e dell’internazionalizzazione, l’Ervet ( l’Ente regionale per la valorizzazione del territorio)  ha curato proprio il capitolo su “Internazionalizzazione e investimenti diretti esteri”. In sintesi, dall’analisi (visibile per intero nella sezione Pubblicazioni del sito di Ervet e basata anche sui dati della banca dati Reprint del Politecnico di Milano) emerge come negli ultimi anni le imprese emiliano-romagnole abbiano assunto un ruolo attivo nell’investimento diretto estero. I paesi di destinazione di questi investimenti sono soprattutto quelli dell’Europa area euro e i cosiddetti paesi industrializzati, a dimostrazione che molte scelte sono da considerarsi motivate dalla ricerca di opportunità di mercato o tecnologiche più che da obiettivi di delocalizzazione o pura riduzione dei costi.


“Il fenomeno – ha sottolineato Giuseppina Gualtieri direttore di Ervet presentando i risultati – è interessante perché si affianca alla forte propensione all’export del sistema produttivo, dimostrando che l’internazionalizzazione è uno strumento fondamentale nella competizione delle imprese della regione e che la forma dell’investimento estero è sempre più patrimonio anche delle imprese di medie dimensioni, che utilizzano ormai tutte le leve della competizione: l’export, gli investimenti esteri e la ricerca di innovazione continua”.

Nei processi di internazionalizzazione, il settore manifatturiero si conferma quello più dinamico, in termini di impatto, dipendenti e fatturato. Negli ultimi anni c’è stato un sensibile incremento degli Investimenti diretti all’estero legati per lo più all’ampliamento della produzione nei mercati che contano, alla necessità di garantirsi un livello stabile di offerta dei propri marchi, al presidio con una maggior differenziazione dell’offerta del singolo mercato di destinazione finale, all’investimento nella ricerca.

“Dall’indagine – spiega il direttore di Ervet Giuseppina Gualtieri – emergono soprattutto due considerazioni: export e investimenti diretti esteri costituiscono due strumenti integrati e non alternativi, utilizzati sempre di più anche dalle aziende di minori dimensioni. In secondo luogo, la scelta di puntare sugli investimenti diretti esteri è in gran parte riconducibile a una precisa opzione strategica per incrementare la competitività piuttosto che al contenimento dei costi: ciò è dimostrato dal fatto che in Emilia-Romagna si registra una presenza prevalente nelle aree avanzate del mondo: dei 19.759 milioni di euro fatturati dall’impresa estera più di 15 milioni sono realizzati nei paesi dell’Unione area euro e America del Nord”.

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