Tra gennaio e giugno 2007 le esportazioni regionali registrano una crescita del 12,6%. Bologna guida la classifica delle vendite oltreconfine a quota 5,29 miliardi, seguita da Modena e Reggio Emilia. Ecco quanto emerge dai dati sul commercio estero recentemente diffusi dall’Istat ed elaborati dall’Area studi Unioncamere Emilia-Romagna.
L’andamento delle esportazioni nei primi sei mesi dell’anno conferma infatti la crescita sostenuta delle produzioni emiliano-romagnole. A fare la parte del leone la provincia di Bologna, in testa a quota 5,29 miliardi contro i 5,18 della diretta concorrente Modena. Due realtà d’eccellenza, cresciute rispettivamente del 15,1% e 7,2%, in una regione che, forte dei suoi 22,5 miliardi di esportazioni (+12,6%) – pari al 12,8% del totale nazionale – si aggiudica la terza posizione in classifica tra le regioni italiane che vendono di più oltreconfine, subito dopo il Veneto. È Piacenza a registrare l’aumento maggiore (+ 18,8%), mentre Rimini resta all’ultimo posto sia per valore (722 milioni) sia per variazione (+ 5,8%).
Ecco quanto emerge dai dati sul commercio estero recentemente diffusi dall’Istat ed elaborati dall’Area studi Unioncamere Emilia-Romagna.
I dati confermano la vocazione all’internazionalizzazione dell’industria bolognese – ha commentato Cesare Bernini, direttore di Unindustria Bologna – un tessuto produttivo costituito in gran parte da imprese a elevata specializzazione, molte operanti in settori di nicchia, spesso leader sul piano mondiale””. “Per consolidare questi risultati non basta che la singola azienda diventi competitiva. È compito delle filiere proporsi nel loro insieme sui mercati” conclude.
L’euro forte ha fatto crescere i traffici con l’Unione europea (+ 15,3%) e l’Europa centro-orientale (+ 22,1%): Ferrara in testa (+ 31,8%) nel primo caso, Forlì-Cesena (+ 34,3%) nel secondo, quello europeo è un mercato di riferimento soprattutto per Ravenna (81,4% del totale), Reggio Emilia (75,5%) e Parma (74,7%).
Non solo Europa, però. Dalla regione, infatti, si avvertono segnali di cambiamento, a partire dal peso crescente dell’export nei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), verso cui è indirizzato il 7% delle esportazioni, contro il 5,9% del dato nazionale. In questa direzione Bologna registra la percentuale più alta sul territorio (9%) grazie alla politica di monitoraggio dei nuovi mercati.
Uno sguardo ai singoli settori conferma il successo delle produzioni di qualità. L´Emilia-Romagna ha acquisito nuove quote nei comparti tradizionali: viaggia incontrastato il peso della metalmeccanica (62% delle vendite regionali all’estero), soprattutto a Piacenza (77% del totale dell’export) e Bologna. Decisamente buono il trend sul fronte del tessile-abbigliamento (+ 7,6%), in particolare a Rimini (+ 27,4%) e a Reggio Emilia (+ 14,1%).
“l buon risultato dei primi sei mesi – spiega Duccio Campagnoli, assessore regionale alle Attività produttive – conferma l’utilità degli interventi regionali. Internazionalizzazione ed export, insieme a ricerca, innovazione e sostegno alla crescita delle imprese, saranno un perno del Piano triennale che contiamo di far partire nel